Politica e Sanità
29 Gennaio 2013Federfarma Sardegna ha chiesto l’intervento dell’Assessorato regionale per trovare una soluzione alla polemica sollevata dalla sospensione della fornitura degli ausili per pazienti allettati, da parte delle farmacie di Nuoro. Polemica alimentata da un rimpallo di responsabilità tra Asl e Federfarma. Nei giorni scorsi, la stampa locale ha segnalato le proteste di alcuni familiari che, dall’inizio dell’anno, si sono visti ridurre la quantità di presidi, pannoloni e traverse, necessari agli assistiti. Proteste cui la Asl ha risposto sostenendo che interrompere la distribuzione è stata decisione «unilaterale» di Federfarma Nuoro. La replica dei titolari di farmacia non si è fatta attendere: «Non esiste tra la Asl e la Federfarma nessun accordo scritto per la gestione del servizio che è sempre stato assicurato dalle farmacie convenzionate sulla parola con l’allora direttore generale» si legge in una nota. Al “botta e risposta” hanno fatto seguito anche alcune lettere inviate da Federfarma Sardegna all’assessore regionale: «Chiediamo il suo intervento autorevole» sostiene Giorgio Congiu, presidente regionale della Federazione «per trovare arrivare a un accordo tra la Asl e le farmacie e in ogni caso per porre fine a questa inutile diatriba». Federfarma sottolinea che con un bando di gara, la Asl ha affidato a un’azienda il servizio di fornitura, e «da quel momento le farmacie consegnarono, col sistema della doppia distribuzione, prodotti di ottima affidabilità, agli stessi prezzi praticati dall’Asl ad altro fornitore di presidi di differente qualità». L’interruzione della collaborazione nella consegna per conto dell’Asl e a prezzi non remunerativi, scrive Federfarma, è «frutto del perseverante e ingiustificato silenzio della struttura sanitaria, più volte invitata a uscire dalla perenne indecisione che aveva manifestato nei diversi incontri». Viene, infatti, ricordato che sono state proposte bozze di convenzione simili a quelle adottate in altre città, nonché depositate proposte per la riorganizzazione del servizio, ma prosegue la nota, i dirigenti che si sono alternati negli anni alla guida della struttura pur dichiarando valide quelle proposte non hanno mai voluto trasformare in atto concreto tale apprezzamento». (S.Z.)
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