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Politica e Sanità

29 Gennaio 2013

Assofarm, i costi occulti della distribuzione diretta


La distribuzione diretta dei farmaci costa alla collettività più che la distribuzione dalle farmacie del territorio. È questa la conclusione della ricerca del Centro studi Antares sui costi visibili e non della distribuzione diretta, commissionata da Assofarm (l’associazione nazionale delle farmacie pubbliche) e presentata sabato mattina scorso a Bologna. La dispensazione del farmaco  da parte delle Asl, secondo l’indagine, costa al cittadino un ticket “occulto” che si aggira mediamente tra i 3 e i 4 euro a confezione, per spostamenti e tempo perso. I ricercatori hanno puntato la loro lente su quattro Asl emiliane (Reggio, Bologna, Forlì e Cesena) e ne hanno analizzato i conti. L’analisi ha dovuto accettare qualche stima per induzione perché i bilanci delle Aziende sanitarie non sono sempre cristallini, ma i risultati non si discutono. Innanzitutto c’è la capillarità: le strutture che dispensano per conto delle Asl esaminate sono in un rapporto di uno a venti rispetto alle farmacie (pubbliche e private) disponibili nelle quattro province, quindi chi le deve raggiungere impiega più tempo (in media 19 minuti) e copre più chilometri (14 contro 2); inoltre gli orari di apertura sono meno ampi (rapporto 1 a 40) quindi il paziente è spesso costretto a sottrarre tempo al lavoro o alla famiglia. «Messo tutto assieme» ha spiegato Annalisa Campana, ricercatrice del Centro Antares «tra spese di trasporto e costo-opportunità, ossia il tempo perso, il cittadino paga un ticket occulto che oscilla tra i 3 e i 4 euro per ogni farmaco ritirato in un’Asl». Ma ce n’è anche un altro, di costo occulto. È quello pagato dall’Azienda sanitaria per dispensare il farmaco nelle sue strutture anziché nelle farmacie: farlo per conto proprio in media costa all’Asl 3,74 euro a pezzo tra personale, magazzino e gestione, passando dalle farmacie risparmierebbe la collettività e risparmierebbe il singolo assistito. «La distribuzione diretta» ha commentato il presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi «è una modalità che dà risparmio solo in apparenza, ma intanto contribuisce a sguarnire e indebolire il sistema farmacia».

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