Politica e Sanità
05 Febbraio 2013Si ampliano le indicazioni all’uso di ranibizumab. L’Aifa, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello scorso 6 dicembre, ha reso rimborsabile il farmaco anche per il trattamento della diminuzione visiva causata da edema maculare diabetico e da occlusione venosa retinica e, per la degenerazione maculare legata all’età, anche ai casi con acuità visiva inferiore a due decimi e/o patologia del secondo occhio. «Per 40 anni la terapia di riferimento per l’edema maculare diabetico è stata il laser, che non consente di rigenerare la retina malata né di migliorare la visione, ma semplicemente di bloccare la malattia» dice Francesco Bandello, direttore della Clinica oculista dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, intervenuto ieri nel corso di un incontro tra esperti sul tema. «Ranibizumab rappresenta la prima terapia in grado di migliorare la visione con vantaggi anatomici e funzionali».
L’edema maculare è una complicanza della retinopatia diabetica che può portare a perdita della vista. È facilmente intercettabile monitorando annualmente il fundus oculi, pratica non così fedelmente seguita nella realtà clinica. «Per questo motivo abbiamo dato vita a un team integrato oculisti-diabetologi che ha promosso un progetto di formazione sul campo, chiamato REaD, con l’obiettivo di ottimizzare i programmi di screening nei pazienti diabetici nel corso dei loro controlli di routine presso il centro diabetologico» sottolinea Edoardo Mannucci, direttore dell’Agenzia di Diabetologia Ao Universitaria Careggi, Firenze.
L’edema maculare può essere anche dovuto a occlusione venosa retinica, ovvero un blocco della circolazione con formazione di emorragie retiniche. «Anche in questo caso il trattamento laser foto coagulativo è considerata una valida opzione terapeutica», dice Leonardo Mastropasqua, docente di Malattie dell’apparato visivo all’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara. «Utili anche i farmaci steroidei. Di recente, è stato introdotto ranibizumab, i cui studi clinici hanno evidenziato un superiore, rapido e stabile miglioramento dell’acuità visive e una significativa riduzione dell’edema maculare».
Il farmaco agisce inibendo il fattore di crescita vascolare endoteliale (Vegf). Secondo quanto emerso dall’incontro, sulla base dei dati del registro Aifa e dell’attuale prezzo, si stima che il costo reale, a paziente, per il Ssn di tre anni di trattamento sia compreso tra i 3 e i 5 mila euro per un impatto complessivo stimato intorno ai 50 milioni di euro l’anno.
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