Politica e Sanità
20 Febbraio 2013La prescrizione degli alimenti, soprattutto pane e farine, senza glutine per i pazienti celiaci ha un costo in termini burocratici e di tempo che grava sul medico di medicina generale, sul farmacista e sul paziente. Un editoriale sul numero di febbraio del Drug and therapeutics bulletin propone un’alternativa più rapida e attuale alla prescrizione medica: un sistema di voucher che permetta ai pazienti di acquistare i prodotti direttamente nella grande distribuzione. L’attuale schema prescrittivo era nato negli anni ’60, quando vi erano delle effettive difficoltà nel reperimento di alimenti senza glutine; oggi demedicalizzando la procedura si potrebbero risparmiare quei 27 milioni di sterline all’anno che permettono al paziente di ritirare le prescrizioni presso la farmacia di zona. La questione secondo gli autori dell’articolo riguarda sia il contenimento del budget del sistema sanitario britannico (Nhs), sia l’opportunità che un professionista dedichi parte del suo tempo a scegliere miscele per torte o biscotti . Resta il fatto che chi soffre di celiachia necessita di un sostegno per l’acquisto degli alimenti glueten free, il cui costo supera dell’80-500% quello degli analoghi con glutine, ma non c’è bisogno di scomodare medico e farmacista per questo. «È forse ora di considerare l’impiego di voucher per l’acquisto degli alimenti senza glutine, oppure di prevedere dei budget personalizzati per i pazienti celiaci» si chiedono gli autori, per eliminare dalla medicina di base l’onere burocratico del processo di prescrizione di questi alimenti.
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