Politica e Sanità
27 Febbraio 2013Se alla scadenza di febbraio le Asl non provvederanno al pagamento del mese di gennaio, cioè a 30 giorni, sarà avviata la richiesta di messa in mora, da parte delle farmacie creditrici. E se ciò non fosse sufficiente, si farà ricorso a decreti ingiuntivi. Sono questi gli strumenti legali con cui le farmacie di Vercelli, Novara, Biella e il triangolo Verbania-Cusio-Ossola rispondono alla lettera delle Asl di riferimento, con cui è stata comunicata la dilazione a 60 giorni dei pagamenti mensili. «Questo significa» spiega il presidente di Federfarma Piemonte Massimo Mana «che anziché saldare il mese a fine febbraio sarà pagato a fine marzo, ma 30 giorni in più sono pericolosi quando in una situazione come quella attuale i margini sono erosi e gli equilibri molto instabili». I farmacisti avvertono dunque, che attenderanno il 27 febbraio ma già dal 28 si attiverà la messa in mora: «La mia impressione è che la situazione non si sbloccherà» aggiunge Mana «perché l’ordine a non pagare arriva dalla Regione per poter favorire altri fornitori. Ho avuto due colloqui con l’assessore alla Sanità, Paolo Monferino in cui ci siamo detti di ragionare sul da farsi ma successivamente si è negato e la decisione finale è stata la dilazione a 60 giorni». E conclude: «Abbiamo preferito avviare azioni legali sia perché per ora si tratta dei primi 30 giorni in cui ciò avviene, sia per non penalizzare i cittadini con la sospensione di servizi come avviene in altre realtà dove i ritardi dei pagamenti sono molto più importanti al punto che mi domando come facciano a non chiudere». (S.Z.)
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