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Politica e Sanità

22 Marzo 2013

Principio pro concorrenziale e pianta organica, sentenza del Tar di Brescia


L’articolo 11 del cosiddetto “Decreto Monti” e le sue ricadute sulla pianificazione territoriale del servizio farmaceutico sono stati al centro di una serie di sentenze nell’ultimo periodo di grande interesse per la categoria. Il sito Iusfarma.it riprende una di queste del Tar Lombardia, sede di Brescia, perché «aiuta a comprendere l’evoluzione in corso, diretta a contemperare la riserva alle farmacie di ambiti territoriali predeterminati con il principio pro concorrenziale». Uno dei punti fondamentali affermati dalla sentenza bresciana è che “la pianta organica, con la ripartizione del territorio in zone di competenza delle varie sedi farmaceutiche, può essere utilizzata, nell’attuale assetto normativo, soltanto come strumento per ottenere un’adeguata distribuzione degli esercizi in rapporto alla popolazione. Una volta raggiunto questo scopo occorre evitare che la pianta organica possa operare come freno all’iniziativa economica o come ostacolo alla concorrenza”. Inoltre parla di “un concetto di zona che è diverso e più flessibile rispetto a quello tradizionalmente utilizzato per le piante organiche”, concetto poco chiaro, secondo gli esperti di Iusfarma, che oltretutto non precisa chi debba stabilire dove comincia e dove finisce un determinato ambito territoriale. Aspetto quest’ultimo che crea un forte rischio di discrezionalità, al limite dell’arbitrio. «Se il principio pro concorrenza è da ritenersi fondamentale nell’ordinamento giuridico» continua l’analisi dei giuristi, «da ciò per conseguenza deriva che la modifica dell’ambito territoriale assegnato a una sede farmaceutica è teoricamente possibile anche in assenza di mutamenti nella distribuzione della popolazione, se si tratta di venire incontro a obiettive esigenze imprenditoriali: a condizione, ovviamente, che non sia messa in pericolo la capillarità degli esercizi farmaceutici e che un adeguato livello di servizio sia sempre garantito a tutta la popolazione. Ciò che in concreto va ricercato, trovandoci nel campo del pubblico servizio sanitario, è il corretto contemperamento del principio pro concorrenziale con quello (comunque prioritario) della tutela della salute» concludono. 

Marco Malagutti

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