Politica e Sanità
22 Aprile 2013È ora di invertire la rotta. Basta interventi sulle farmacie cui, invece, servono stabilità e certezze per poter investire e programmare. Così Annarosa Racca, presidente di Federfarma, all’inaugurazione dei lavori di Cosmofarma nei giorni scorsi a Bologna. “Programmazione, sviluppo e concertazione. Sono queste le istanze di Federfarma nei confronti della politica” afferma Racca. «Se valorizzata e maggiormente integrata nel Ssn, la farmacia può dare un contributo importante anche per favorire processi come la deospedalizzazione e il potenziamento delle cure domiciliari. La stessa distribuzione in farmacia degli innovativi acquistati dalla Asl può contribuire a far risparmiare il Ssn, nell’ottica di una sempre maggiore territorializzazione dell’assistenza».
Una farmacia, dunque, chiamata ad accrescere le proprie competenze elaborando nuove soluzioni per il mercato. «Su questo fronte, c’è da puntare molto sui servizi e noto con piacere come molti dei miei colleghi inizino a maturare un’altissima professionalità anche su ambiti diversi rispetto alla sola distribuzione del farmaco. Sarà sempre più importante, infatti, la cosiddetta Pharmaceutical care, ovvero la capacità per il professionista in farmacia di prendersi cura della persona, non soltanto della ricetta».
Uno scenario di sviluppo, però, pesantemente condizionato dalla contingenza politica che ha visto un recente passato maldestramente interventista sul settore e che ha lasciato ancora molti discorsi in sospeso per la categoria, in particolare sul fronte della nuova convenzione e della remunerazione. Con un presente, poi, tutt’altro che certo e rassicurante. «Chiediamo alla politica un patto per l’assistenza farmaceutica che metta al centro il cittadino con le sue esigenze di salute e che restituisca al sistema-farmacia un nuovo equilibrio. Dobbiamo lavorare con regole certe, che non cambino da un momento all’altro. La farmacia italiana è una grande azienda che si occupa della salute del cittadino e può dare un grande contributo al miglioramento dell’assistenza sanitaria in un quadro di corretto uso delle risorse» conclude Racca.
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