Politica e Sanità
22 Aprile 2013«Siamo in presenza di una trasformazione epocale della farmacia italiana che dobbiamo gestire». È questo, nelle parole di Andrea Manfrin,ricercatore della Medway school of Pharmacy dell’Unjiversità del Kent e coordinatore del progetto Mur (Medicine use review), lo spirito che ha animato l’incontro di sabato mattina a Cosmofarma “Obiettivo Pharmaceutical Care: analisi e progetti per il rilancio del servizio farmaceutico”. L’occasione per mettere sotto la lente di ingrandimento la Pharmaceutical care, il modello di farmacia dei servizi, già in uso in numerosi Paesi europei che punta a offrire servizi pensati “su misura” del paziente e la presa in carico della sua patologia, garantendo il contenimento della spesa sanitaria. Il futuro della farmacia, secondo i relatori dell’evento, nel quale, spiega Manfrin “il sole non è più il farmaco ma il paziente”. Dopo i saluti di Annarosa Racca e Maurizio Pace in rappresentanza di Federfarma e Fofi che hanno organizzato congiuntamente l’evento, ha preso la parola Gadi Schonheit, managing director di Doxapharma, per ribadire l’esortazione ai farmacisti a impadronirsi di un nuovo ruolo, accantonando l’idea di continuare a reggersi sulla marginalità della ricetta Ssn. «La farmacia è lo spaccato della crisi del paese, una crisi alla luce della quale il professionista deve collocarsi in una logica di rete in una nuova sanità territorio centrica e deospedalizzata. Il passaggio» spiega Schonheit «è dai servizi in farmacia alla farmacia dei servizi». E proprio in quest’ottica si è mossa la sperimentazione Mur, uno studio pilota che ha coinvolto 80 farmacisti nelle province di Treviso, Pistoia, Torino e Brescia. Una sperimentazione, coordinata da Manfrin, che ha confermato la fattibilità di nuove prestazioni avanzate in farmacia. Una sperimentazione che ha dato ottimi risultati e che per Manfrin rappresenta «la chiave per aprire la porta ed entrare nel mondo della Pharmaceutical care». Infine è stata la volta di Giancarlo Nadin, docente di marketing all’Università Cattolica di Milano, rappresentante italiano del Pcne (Pharmaceutical care network europe) e coordinatore di una ricerca-sondaggio sulla pharmaceutical care lanciata a dicembre da Federfarma in collaborazione con Gsk.Anche Nadin ha ribadito come le condizioni vincenti per la farmacia del futuro siano «integrazione della farmacia nel primary care, pharmaceutical care, social care e integrazione di competenze e specializzazione». Inoltre ha ribadito come i suoi colleghi l’importanza per il farmacista del “lavoro in rete”. La ricerca di Nadin patrocinata da Federfarma non è conclusa: l’obiettivo futuro «è quello di tracciare una mappa di quello che le farmacie già fanno in materia di servizi per poter poi avviare una serie di progetti coordinati per diffondere la pharmaceutical care in tutti i presidi».
Marco Malagutti
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