Politica e Sanità
23 Aprile 2013Lo sciopero è riuscito». Lo sottolinea Danilo Lelli, delegato Filcams Cgil al tavolo per il rinnovo del contratto delle farmacie pubbliche, illustrando i primi dati a sua disposizione sullo sciopero proclamato ieri insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. «Ci sono alcune realtà della Toscana, del Veneto e dell’Emilia Romagna, dove abbiamo registrato chiusure complete, salvo le aperture di garanzia. Ma sono buoni anche i dati delle grandi città Roma e Milano, in particolare nell’hinterland. Possiamo ipotizzare un’adesione dell’80% con punte del 100%. In più, in molti casi» continua Lelli «oltre ai presidi presso i Comuni, siamo riusciti a incontrare le amministrazioni comunali. Bisogna tenere conto che si tratta di un settore particolarmente delicato, la nostra speranza è che la protesta odierna serva per riaprire il tavolo di confronto con Assofarm. Un tavolo al quale andremo per chiudere il contratto una volta per tutte. Per questo facciamo una richiesta formale ad Assofarm, con la speranza di riuscire a incontrare anche l’Anci nazionale prima della riapertura del tavolo». Dai sindacati quindi arriva un’apertura verso Assofarm «prima dello sciopero ci siamo incontrati ma non era pensabile revocare lo sciopero due giorni prima e comunque non ci poteva bastare una dichiarazione di intenti per la revoca» precisa il sindacalista. I punti in sospeso sono quelli di sempre: tabelle retributive, organizzazione del lavoro e della gestione dei permessi retribuiti e orario per i nuovi assunti ma «soprattutto la contrattazione di secondo livello che nella visione di Assofarm prevede un forte ridimensionamento per la rappresentanze sindacali. In più» conclude Lelli «chiediamo un impegno alla salvaguardia dei livelli occupazionali più che mai utile in tempi di crisi». Assofarm dal canto suo in una nota firmata dal presidente Venanzio Gizzi, ribadisce come si sia trattato di uno sciopero «fuori luogo e irresponsabile», non accetta «nessuna accusa di mancata attenzione nei confronti dei dipendenti delle Farmacie Comunali» e sottolinea l’impegno «al mantenimento di due livelli di contrattazione sindacale». L’associazione «chiede maggiore responsabilità e comprensione alle proprie controparti sindacali. Di fronte ai primi fallimenti delle farmacie private, come è possibile mantenere gli attuali livelli occupazionali senza chiedere a tutti un sacrificio? E infine, come è possibile rispondere con una rottura così dura dopo mesi di nostra disponibilità al confronto e continue ridiscussioni dei singoli punti in agenda? Auspico che le rappresentanze sindacali riescano a guardare avanti, superando le posizioni conservative assurde che arrecherebbero solo danni al sistema farmaceutico pubblico» conclude Venanzio Gizzi.
Marco Malagutti
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