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Politica e Sanità

03 Maggio 2013

Carenza farmaci, Di Iorio (Na): risolvere le distorsioni del mercato


Centoquaranta farmaci in carenza cronica, cittadini costretti a una caccia al tesoro da una  farmacia all’altra e perdita di credibilità da parte delle farmacie. Denuncia così, Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli, una situazione «antica ma ormai esplosiva» che ha come risultato «una carenza cronica di molti principi attivi che oltre a creare disagi ai cittadini, fa perdere credibilità a quei farmacisti sprovvisti dei citati principi attivi non per loro colpa e volontà, bensì per le attuali distorsioni del mercato». L’origine del fenomeno, spiega Di Iorio, va cercata nel «severo contingentamento» con cui le aziende produttrici rispondono alle esportazioni parallele secondo le normative europee che «consentono la libera circolazione dei farmaci all’interno dell’Ue». Al fenomeno, aggiunge, «contribuiscono anche alcune farmacie in possesso di una licenza che autorizza il farmacista all’esportazione». «La questione va sollevata e fatta conoscere di più» ribadisce il presidente regionale «anche perché è diffusa in tutto il territorio italiano, non solo a Napoli. Dovrebbe intervenire l’Aifa che ai prodotti carenti ha dedicato un sito che non è aggiornato. Dovrebbe bloccare, anche solo temporaneamente l’esportazione. Dovrebbero intervenire le ditte, le quali, da una parte, se dichiarano un farmaco contingentato dovrebbero sottrarlo dal canale esportazioni. Dall’altra dovrebbero monitorare che cosa accade al prodotto quando arriva al distributore intermedio o al farmacista che funge da distributore in forza della legge 219 che gli assegna tale licenza». Ma per ora Di Iorio lascia aperte alcune domande: «È consentito, in regime di contingentamento, in applicazione dell’art 105 della legge 219, praticare l’esportazione senza aver prima soddisfatto le esigenze del territorio? È giustificabile l’atteggiamento dell’Aifa la quale nonostante sia a conoscenza del problema non interviene per correggerlo normativamente? È ulteriormente sostenibile una realtà nazionale che vede i propri cittadini titolari degli stessi doveri degli altri cittadini europei ma non gratificati degli stessi diritti, primo tra tutti quello delle cure mediche?».

Simona Zazzetta

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