Politica e Sanità
08 Maggio 2013«Siamo molto preoccupati dell’indirizzo che ha preso la Regione che mette in difficoltà il sostentamento e la capillarità delle farmacie». Non nasconde le sue perplessità il presidente di Federfarma Toscana Marco Nocentini Mungai dopo l’ufficializzazione dello stanziamento di oltre 8 milioni per avviare e implementare 54 Case della Salute su tutto il territorio toscano. La cifra, stanziata con delibera firmata dall’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, verrà distribuita tra le 12 aziende sanitarie toscane in due tranche il 75% al momento della comunicazione di avvio degli interventi previsti, il 25% a realizzazione avvenuta. Come noto le nuove strutture prevedono l’abolizione del medico di guardia, l’accorpamento in gruppi dei medici di famiglia per bacini di utenza di 25.000 abitanti che stabiliranno al loro interno dei turni per garantire il servizio sette giorni su sette dalle nove a mezzanotte. Una modalità organizzativa che inevitabilmente si ripercuote sulle farmacie visto che i cronici non saranno “costretti” ad andarci, non pagheranno il ticket o le quote aggiuntive per fascia di reddito sulla dispensazione delle medicine, riceveranno mensilmente la visita del medico. «È inevitabile» conferma Nocentini Mungai che un simile accentramento nuoce alle farmacie e in particolare alla capillarità del servizio. Dal nostro punto di vista sarebbe stato meglio potenziare l’esistente a vantaggio dei pazienti, non modificare radicalmente l’organizzazione». Ma la Regione non è stata di questo avviso e ora plaude alla riuscita dell’operazione. «Questo intervento – ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi – è un importante rafforzamento dei servizi territoriali. Credo sia un esempio unico a livello nazionale. Nei prossimi mesi, per le Case della Salute verrà identificato un marchio, che le renda immediatamente riconoscibili per i cittadini, così come lo sono gli ospedali». Ai farmacisti, per ora, come sottolinea laconicamente il presidente di Federfarma Toscana, non resta che «vedere quello che succede».
Marco Malagutti
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