Politica e Sanità
29 Maggio 2013Buone notizie sul deficit della sanità 2012: i conti migliorano per effetto delle misure di contenimento della spesa e il disavanzo sanitario si attesta a 1,066 miliardi contro gli 1,826 miliardi del 2011. È quanto emerso dal Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica, presentato ieri mattina al Senato dalla Corte dei conti, in cui si chiarisce che «il freno alla crescita della spesa è da ricondurre all’efficacia delle misure di contenimento messe in campo sia a livello nazionale, come il blocco dei contratti collettivi nazionali di lavoro e gli interventi in materia di contenimento della spesa farmaceutica, sia a livello regionale in attuazione dei piani di rientro e dei programmi operativi». Dunque, 760 milioni in meno, pari a un calo del 41,6%, in particolare per il personale delle Aziende (sanitarie, ospedaliere, ospedaliere universitarie e Irccs pubblici), dove la spesa si è attestata a 35,6 miliardi, in calo dell''1,4% rispetto al 2011, e per la farmaceutica convenzionata, costata 9 miliardi, in calo dell''8,5%. Per il personale, il Rapporto evidenzia che «manifestano i loro effetti gli interventi di contenimento diretto» introdotti nel 2009 e con la manovra del 2010, che «ha disposto il blocco dei rinnovi contrattuali per il periodo 2011/2013». Inoltre, nel 2012 è cresciuto del 13,4% l''impatto dei ticket sulla specialistica e del 5,2% per i farmaci: «Negli ultimi anni» si legge nel Rapporto «le entrate da sistemi di compartecipazione alla spesa hanno giocato un ruolo crescente e articolato sul territorio e nel 2012 hanno subito una ulteriore accelerazione. Nel complesso le entrate di questa tipologia son risultate superiori ai 2,9 miliardi». Sul fronte degli acquisti di beni, invece, «il costo si mantiene superiore ai 15 miliardi aumentando del solo 0,4% rispetto al 2011. All''ulteriore rallentamento della spesa, aumentata del 2,4% e del 4,7% negli scorsi due esercizi, hanno contribuito le procedure di acquisto messe in atto soprattutto dalle regioni in piano di rientro, con forme di aggregazione a più livelli o convenzioni attivate da agenzie regionali», procedure rafforzate con la spending review, fa notare la Corte dei conti nel documento. Sugli acquisti, precisa, «ha inciso il ricorso alla distribuzione diretta dei farmaci, che continua a essere incentivata, su tutto il territorio nazionale, per contenere la spesa farmaceutica erogata attraverso le farmacie convenzionate» e che «incide sul totale nella misura del 53% circa ed è incrementato rispetto al 2011 del 5,3%». Oltre alla farmaceutica convenzionata «flette di oltre l''8,7% anche l''ammontare del recupero della quota eccedente il tetto alla spesa attraverso il meccanismo del pay back (a carico delle aziende farmaceutiche)».
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