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Politica e Sanità

14 Giugno 2013

Garante, migliorare bandi di gara per risparmiare sulla spesa


Regioni e Asl devono migliorare i bandi di gara per ottenere risparmi più consistenti. Il monito arriva dall’Antitrust, che ha inviato una lettera al presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, ai governatori delle Regioni e al ministro della Salute. Il Garante ha preso le mosse da due gare per la fornitura di farmaci, una bandita dall’Azienda ospedaliera istituti clinici di perfezionamento di Milano e l’altra dall’Azienda sanitaria locale di Taranto. Nei due bandi si prevede che, a brevetto scaduto, si avvii una rinegoziazione del prezzo soltanto con l’impresa fornitrice e che tale prezzo venga automaticamente parametrato a non meglio precisate medie di mercato. In riferimento alla gara bandita dall’Aom, l’Authority fa notare che gli articoli del capitolato speciale d’appalto «non avviano un opportuno confronto concorrenziale ma si limitano a prevedere che, subito dopo la cessazione dell’esclusiva commerciale, il prezzo di cessione del farmaco venga rinegoziato con l’impresa aggiudicataria e che, dopo un anno, lo stesso si assesti sulla media del mercato registrabile al momento, con ciò escludendo qualsiasi incentivo a riformulare ulteriori ribassi di prezzo per l’impresa risultata a suo tempo aggiudicataria della fornitura». Anche nel caso viene dell’asl di Taranto si esclude di fatto un confronto concorrenziale diretto con eventuali nuovi fornitori per tutti i 36 mesi di durata della gara. È poi significativa la segnalazione, da parte del Garante, di diffuse e ricorrenti resistenze, estese a tutto il territorio nazionale, a una più diretta messa in concorrenza di farmaci biologici originatori con i biosimilari. Il presidente dell''Autorità garante della concorrenza e del mercato Giovanni Pitruzzella ricorda a questo proposito la posizione espressa nell’aprile di quest’anno in sede comunitaria, secondo cui «la disponibilità di biosimilari migliora la concorrenza e può contribuire ad ampliare la platea dei pazienti che possono accedere ai farmaci biologici, contribuendo alla sostenibilità dei sistemi sanitari europei».

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