Politica e Sanità
20 Giugno 2013Il farmaco falso prodotto senza principio attivo e venduto in farmacia, scoperto dai Nas, è un caso isolato, mentre il vero boom della contraffazione dei medicinali viaggia online. A sottolinearlo è Domenico Di Giorgio, direttore della unità dell''Agenzia italiana del farmaco che si occupa di lotta alla contraffazione che ha ricordato che solo l''1% dei siti che vendono farmaci rispettano le norme. Internet resta la porta principale per l''accesso di questi prodotti pericolosi, spesso contaminati con ingredienti inattesi (addirittura gesso o vernice). Il grosso lavoro che Aifa e altre amministrazioni fanno in sinergia ha portato a risultati notevoli con oltre 100 le farmacie online illegali bloccate. La contraffazione che arriva nei canali ufficiali della distribuzione, ha chiarito Di Giorgio, ha invece percorsi diversi. In Germania per esempio, alcuni anni un campionamento voluto dalle autorità sanitarie di 39 farmaci a base di uno stesso principio attivo evidenziò che per il 20% il produttore aveva acquistato il principio attivo da un fornitore diverso da quello approvato dalle autorità, probabilmente sul libero mercato internazionale attraverso broker, e quindi da una fonte non controllata né controllabile ma più economica. Negli Usa un episodio analogo fu causa di 100 vittime: i fornitori asiatici di una multinazionale americana hanno inviato un principio attivo lavorato con una sostanza tossica che alle analisi di laboratorio dava le stesse risposte del principio attivo corretto. Per evitare che la contraffazione inquini il canale farmacia, «che in Europa è sicuro, è stata creata una Direttiva europea sulle falsificazioni» ha ricordato Maximin Liebl, presidente del Pharmaceutical group of the european union «che stabilisce che tutta la filiera si dovrà dotare di un sistema di riconoscimento di una codice di tipo Data Matrix, a due dimensioni, che contiene più informazioni del codice a 9 cifre, che renderà ogni confezione unica che potrà essere controllata dalla produzione fino alla farmacia. Entro pochi mesi i paesi membri dovranno avviare la sperimentazione». (S.Z.)
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