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Politica e Sanità

26 Giugno 2013

Concorso e sedi vacanti, l’esperto: chiarimenti su definizione


Le sedi farmaceutiche indicate nell’art. 11 del decreto “Cresci Italia” come “comunque vacanti” sono quelle che non hanno mai avuto la titolarità e quelle che, quale che sia la causa, non ce l’hanno più. Con questi chiarimenti lessicali, segnala l’avvocato Francesco Cavallaro nel sito dell''Osservatorio di diritto farmaceutico Iusfarma, il Consiglio di Stato ha bocciato la sentenza del Tar di Parma, chiudendo definitivamente la vertenza che vedeva contrapposti alcuni farmacisti reggiani e la Provincia in merito all’assegnazione di sei nuove farmacie di prossima apertura. Il Tar, spiegano gli esperti, aveva respinto il ricorso dei farmacisti, interpretando in «modo discutibilmente restrittivo l’espressione “sedi vacanti”» e sostenendo che il termine “vacante” si riferisse a una sede rimasta priva di titolarità e, così, «ha ritenuto che le nuove sedi istituite dopo l’entrata in vigore della legge 27/12 potessero essere prelazionate dai Comuni». Il Consiglio di Stato non ha condiviso la tesi del Tar sul significato della parola “vacante” e nella sentenza, oltre ad aver inserito argomentazioni lessicali, ha riportato alle intenzioni del legislatore che nel testo ha abbinato alla parola “vacante” l’avverbio “comunque” che sta per: “quale che sia la causa per cui la sede è priva di titolare”. Secondo il Consiglio di Stato, «l’intenzione così palesata dal legislatore mediante un uso non equivoco delle parole è coerente con lo scopo perseguito dall’intero decreto legge. Esso contiene, com’è noto, disposizioni relative a materie assai disparate, ma tutte accomunate dall’intento politico enunciato dall’intitolazione del decreto legge: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività». Si comprende che l’aumento del numero delle farmacie e una sia pur minima apertura verso una certa liberalizzazione del settore rispondono, nella mente del legislatore, non solo e non tanto allo scopo di migliorare il servizio reso all’utenza, quanto a quello di offrire nuove possibilità all’iniziativa imprenditoriale e alla concorrenza».

Simona Zazzetta

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