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Politica e Sanità

04 Luglio 2013

Antitumorali a carico pazienti, al via tavolo ministeriale


Impegno «per l’introduzione dei farmaci innovativi nel nostro mercato». Ad assicurarlo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin dopo la vicenda dei farmaci innovativi antitumorali a carico dei malati. I fatti sono noti: pertuzumab e afibercept sono i due medicinali oncologici che, dopo l’autorizzazione dell’Aifa il 27 maggio scorso, sono diventati disponibili in farmacia ma a totale carico del paziente. Il tutto per effetto del decreto Balduzzi che stabilisce che dopo l’approvazione europea e prima dell’accordo sul prezzo all’Aifa, i farmaci possono essere messi in vendita, ma in fascia C cioè a pagamento del paziente dopo prescrizione. Una modalità inevitabilmente riservata a pochi, visto che il costo dei farmaci va dai 6mila euro di pertuzumab ai 4mila di afibercept. «Ho già attivato al ministero un tavolo di lavoro» sottolinea il ministro che oltre a cercare di capire «come siano potute accadere queste cose» è al lavoro per «cercare una soluzione». «La questione non è che i nuovi farmaci anticancro siano a pagamento per i pazienti» commenta il presidente dell’Aifa Sergio Pecorelli. «Il punto è che tali farmaci sono messi tutti immediatamente in fascia C, ovvero a carico del cittadino, per renderli disponibili subito. Dopo di che» aggiunge «per tutti coloro che lo hanno richiesto, la rimborsabilità del farmaco viene trattata». Un altro aspetto da considerare, poi, è il rischio di contenziosi con la propria Regione che i pazienti potrebbero aprire per il rimborso dei farmaci dopo l’acquisto. L’iter di approvazione del farmaco, infatti, prevede che, una volta reso disponibile dopo la pubblicazione in Gazzetta, sia inserito nei prontuari ospedalieri della Regione e degli ospedali. Un tempo ulteriore, che è di competenza esclusivamente regionale. E proprio a questo aspetto fa riferimento Roche, una delle due aziende coinvolte come produttrice di pertuzumab, l’altra è Sanofi, che sottolinea come «la novità normativa può garantire anche in Italia l’immediata disponibilità del farmaco» e aggiunge che «le strutture sanitarie del Ssn potranno acquistare pertuzumab e ogni prossimo farmaco ospedaliero di classe C, a un prezzo allineato con quello di altri paesi Ue dove il farmaco è già disponibile, senza oneri a carico del paziente, secondo quanto concordato con le Regioni o sulla base delle proprie disponibilità di budget». L’azienda, si conclude la nota stampa, «si attiverà per definire accordi con le Regioni e le strutture sanitarie che consentano alla classe medica di identificare la terapia più appropriata per ogni paziente».

Marco Malagutti

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