Politica e Sanità
22 Luglio 2013In difesa della sanità pubblica, per lo sblocco del contratto di lavoro, per contrastare il precariato, per regolamentare il contenzioso medico-legale. Sono questi alcuni dei punti per i quali oggi medici, veterinari e operatori della sanità pubblica hanno proclamato 4 ore di sciopero all’inizio di ogni turno. Un’iniziativa, che l’incontro di giovedì sera col ministro Lorenzin, non è riuscito a scongiurare, che mette a rischio 500mila visite specialistiche e 30mila interventi programmati. In mattinata è previsto anche un sit-in al ministero dell''Economia, contro la mancanza di risorse e il blocco del contratto, fermo dal 2009. «Lunedì mattina saremo davanti al ministero dell''Economia - conferma Massimo Cozza della Cgil medici - perché uno dei punti centrali della protesta è la carenza di risorse e l''assenza del contratto che non garantiscono più il diritto alle cure e il diritto a curare». E tra i motivi dello sciopero, ha aggiunto Costantino Troise, segretario dell''Anaao, principale sigla degli ospedalieri, ci sono anche «i precari di lungo corso», circa diecimila secondo Cozza: ''''Per capire la situazione della sanità italiana - dice Troise - basta farsi un giro per i pronto soccorso, ormai reparto di degenza con posti barella, scrivania o in piedi. O per i reparti con il personale ridotto al lumicino. O nelle aule dei tribunali «per cause che nella maggior parte dei casi si risolvono con l''archiviazione».
Bisogna «fermare queste manovre scellerate, come la proroga ulteriore del blocco del contratto, che rischiano di avvelenate ancora di più il clima». E dopo l''estate, avvertono i sindacati, la protesta potrebbe inasprirsi se non ci saranno novità.
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