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Politica e Sanità

27 Agosto 2013

Stamina, Vannoni: soldi buttati per la sperimentazione


Una sperimentazione inutile perché lo Stato non finanzierà una fase tre, ovvero clinica, ma solo la uno e la due. “Un membro del Comitato scientifico ci ha detto che dovremo trovare una casa farmaceutica che paghi la fase tre e che una volta terminata potrò vendere la terapia. Io non ho intenzione di farlo quindi è una sperimentazione che arriverà alla fase due e morirà lì. Lo Stato si poteva risparmiare tranquillamente i tre milioni di euro stanziati”.
Così Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation alla trasmissione "Il Maratoneta" di Radio Radicale. Il protocollo consegnato al Ministero, sempre per detta di Vannoni, è semplificato e «secretato perché di proprietà di Stamina, anche se non è coperto da brevetto. Non lo vendiamo, lo utilizziamo in una struttura ospedaliera pubblica, ma siamo noi a decidere se renderlo pubblico o meno. Abbiamo fatto la scelta di secretarlo anche per evitare un mercato parallelo di questa metodica fuori dall''Italia. I pazienti in attesa ricevono proposte da parte di società che lavorano all''estero che richiedono il pagamento di 30-40mila euro a iniezione. Invece il costo delle cure con Stamina per il Ssn è di qualche centinaio di euro a paziente. I soldi per la produzione delle cellule li ho messi io, ce li abbiamo messi noi, con l''aiuto della società farmaceutica Medestea, con la quale abbiamo stipulato un contratto che ho pubblicato anche su Facebook - ha spiegato -. Lo Stato paga il carotaggio osseo e l''iniezione spinale, che giustamente viene fatta in una sala operatoria che viene occupata per circa 15 minuti". "Non accettiamo soldi dai pazienti e dai loro familiari - ha ribadito Vannoni - riceviamo donazioni dalla popolazione, non cifre spropositate". I calcoli fatti dal professor Michele De Luca in un articolo del Sole 24 ore, secondo cui se i trattamenti previsti fossero 25mila (pari quindi alle richieste in atto), i costi ammonterebbero a quattro miliardi di euro vengono definiti dal presidente di Stamina "sbagliati, perché De Luca, non conoscendo il metodo, è partito da presupposti errati". "Ad esempio non sa che noi da un prelievo cellule facciamo fino a cinque infusioni, il costo di produzione delle linee viene quindi moltiplicato erroneamente per cinque" ha spiegato Vannoni ricordando anche che "la scelta di produrre in dei laboratori farmaceutici fa aumentare i costi di 12 volte e Stamina ha dimostrato che è possibile produrre in modo sicuro anche in un laboratorio non farmaceutico". Chiede di fare chiarezza Filomena Gallo, segretario dell''Associazione Luca Coscioni. “Vannoni ha sostenuto che il metodo sperimentato non è lo stesso utilizzato agli Spedali Civili di Brescia e che non si arriverà mai alla fase tre. A cosa serve allora tutto questo? Cosa si sperimenterà? Cos''è questo metodo semplificato? Vannoni sostiene che non c''è brevetto, smentendosi rispetto alle precedenti dichiarazioni in cui affermava che la metodica era scritta nel brevetto. Non sarebbe il caso di smetterla di giocare con la salute delle persone e con la sofferenza delle loro famiglie? Chiediamo dei chiarimenti al ministro della Salute su quanto detto dal presidente di Stamina Foundation”, conclude Gallo.

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