Politica e Sanità
06 Settembre 2013Si tratta solo di un parere non vincolante dell’avvocato generale, è vero, ma è evidente che le conclusioni esposte ieri alla Corte di giustizia europea rappresentano una prima parziale vittoria delle farmacie sulle parafarmacie. Lo si capisce con chiarezza dalle reazioni arrivate a stretto di giro di posta da Federfarma e Fofi, che, con punti di vista diversi, hanno espresso il loro apprezzamento per le conclusioni. «Nelle proprie conclusioni» sottolinea la nota dell’Associazione dei titolari «l’avvocato generale ha ribadito il pieno diritto di uno Stato membro dell’Unione Europea di adottare regole restrittive che, a tutela della salute pubblica, garantiscano la presenza di una rete di farmacie capillare ed equilibrata, assicurandone la diffusione anche nelle zone economicamente meno vantaggiose. Le farmacie italiane, in quanto presidi del Ssn» aggiunge la nota «sono sottoposte a una serie di obblighi e vincoli a tutela della salute pubblica, che comportano costi aggiuntivi rilevanti a carico delle farmacie stesse e che, ovviamente, non riguardano gli esercizi commerciali. Estendere anche a questi ultimi esercizi la vendita di medicinali oggi affidati alle farmacie, significherebbe ridurre ulteriormente le risorse disponibili, con il rischio di compromettere l’efficienza e la capillarità del servizio farmaceutico, a danno dei cittadini». «Le conclusioni dell’Avvocatura generale della Corte di giustizia Europea, che naturalmente non sono la sentenza, vanno però considerate come il segno che ormai si è creata una giurisprudenza che considera la regolazione della dispensazione del farmaco come uno degli strumenti con i quali gli Stati nazionali organizzano la tutela della salute della popolazione” dice il presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani Andrea Mandelli. «Difatti è significativo che l’Avvocato Wahl abbia richiamato questi principi anche se non erano presenti, questa volta, nelle osservazioni scritte presentate dal Governo italiano. Per la Federazione, che è un organo ausiliario dello Stato a tutela del cittadino, questo è un aspetto fondamentale, che rende evidente come la linea seguita fin qui nella sua azione sia ispirata innanzitutto al bene della collettività». Il Movimento nazionale liberi farmacisti, dal canto suo, ribadisce che non si tratta della sentenza definitiva «ma solo ciò che viene proposto alla Corte di adottare». Ma i dubbi non mancano. «L’unico motivo che viene adottato per arrivare a queste conclusioni è la potenziale perdita di fatturato delle farmacie che nel convincimento dell’Avvocato» sottolinea Mnlf «porterebbe a una possibile perdita di quell’uniformità di assistenza farmaceutica nazionale perché nei centri minori alcune farmacie più piccole potrebbero risentire di volumi di fatturato inferiori». Giustificazioni che, secondo i Liberi farmacisti «potrebbero essere facilmente negate dai dati e dalla distribuzione delle parafarmacie nel territorio».
Marco Malagutti
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