Politica e Sanità
06 Settembre 2013Si è conclusa la sperimentazione e il monitoraggio del ritiro referti nelle farmacie della provincia di Verona, e il servizio è entrato ora nella fase di regime, inserendosi, come ha sottolineato Marco Bacchini, presidente provinciale di Federfarma, in un percorso che ha come «obiettivo che la farmacia possa svilupparsi come “centro di servizi” completamente integrato nel Servizio sanitario nazionale». Il servizio, fa sapere il sindacato dei titolari, ha riscontrato gradimento: «Da sondaggi effettuati» ha aggiunto Bacchini «risulta essere tra i più graditi ed apprezzati, riscontrando un grande interesse da parte dei cittadini, che trovano nella farmacia, l’opportunità del ritiro senza dover affrontare lunghe code presso gli sportelli, evitando spostamenti verso le strutture Uls o dover utilizzare mezzi tecnologici non a portata dell’intera utenza». La sperimentazione era stata avviata nel giugno 2011 nelle farmacie del comune di San Bonifacio e dintorni e dal 1° ottobre 2012 in tutto il territorio provinciale. Il cittadino, precisa Federfarma, «può ritirare il referto di analisi ematochimiche ed esami di radiologia e anatomia patologica eseguiti in strutture operanti nel territorio della Asl20». In pratica, il paziente paga il ticket, fa una specifica richiesta alla struttura nella quale ha eseguito l’esame, per ottenere un codice univoco a 10 cifre con cui, munito di tesserino sanitario, può andare in farmacia per il ritiro. In farmacia, il personale incaricato, connettendosi al sito della Ulss20 e inserendo i dati del paziente nell’apposito spazio “ritiro referti”, procede alla stampa e alla consegna del referto. Durante la sperimentazione è stato deciso di chiedere un contributo economico simbolico di 1 euro per la parziale copertura dei costi vivi che la farmacia deve affrontare per il ritiro dei referti e conclude Bacchini il contributo simbolico sarà introdotto «tenuto anche conto della libera scelta del cittadino nel privilegiare il canale che ritiene più vicino alle sue esigenze, dal momento che l’opportunità di ritiro referto presso la farmacia è assolutamente volontaria».
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