Politica e Sanità
12 Settembre 2013Garantire prestazioni sanitarie adeguate nelle Regioni in Piano di rientro, assicurare prestazioni farmaceutiche essenziali, e potenziare la sicurezza per chi opera in ambulatori di Psichiatria. Questi gli obiettivi indicati dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (foto), durante il question time alla Camera. Sul tema della compatibilità tra bilanci e prestazioni sanitarie garantite, affrontato nella risposta a un''interrogazione sul rispetto dei Lea nell''ambito dell''Asl Napoli 3 Sud, il ministro ha annunciato un «cambiamento di rotta». A oggi, secondo Lorenzin, laddove c’è un piano di rientro, «è privilegiato l''equilibrio di bilancio rispetto agli standard qualitativi delle prestazioni erogate ai cittadini». Intenzione del ministro è, «nell''ambito del nuovo Patto per la salute, proporre un netto cambiamento di rotta per garantire, nel rispetto degli equilibri di bilancio, maggiore adeguatezza e standard elevati delle prestazioni di assistenza sanitaria nelle regioni sottoposte a piani di rientro». Rassicurazioni, alla luce delle difficoltà di acquisto dei medicinali per alcune fasce di popolazione, anche sulle prestazioni farmaceutiche essenziali. Per quanto, ha precisato il ministro «il sistema vigente preveda un efficiente meccanismo di copertura dei costi volto a garantire a tutti la gratuità delle terapie», esistono delle variazioni regionali in base ai ticket, ma, ha aggiunto «tale misura di compartecipazione non può essere richiesta a tutti in modo indiscriminato». Il ministro, infine, rispondendo in merito alla sicurezza nei servizi psichiatrici, dopo il recente omicidio della psichiatra per mano di un paziente in visita in ambulatorio, ha sottolineato che sarà necessario stanziare risorse finanziarie, per questo intende «portare la questione all''attenzione dei ministri dell''Economia e delle Finanze affinché già nella prossima Legge di stabilità possano essere date le necessarie e improrogabili risposte». Ha, inoltre, ricordato che «nel 2007 il ministero ha divulgato una raccomandazione per prevenire atti di violenza a danno degli operatori sanitari, che rappresenta un primo passo, purtroppo rivelatosi non decisivo, affinché si attuino misure di prevenzione e protezione degli operatori del settore» è dunque «necessario avviare un processo di rivisitazione dei modelli organizzativi generali relativi all''erogazione delle prestazioni sanitarie nel settore».
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