Politica e Sanità
13 Settembre 2013Le farmacie territoriali come veri e propri "Punti salvavita", con insegna che indichi la presenza di un defibrillatore presidiato da farmacisti formati per intervenire in episodi di emergenza. È questo l'obiettivo del progetto Pharmacy assisted defibrillation, promosso dal Gruppo per l'intervento nelle emergenze cardiologiche (Giec) e patrocinato da Fofi e Utifar e che sarà presentato in un sezione dedicata ai farmacisti nel corso del 20° Congresso Giec, il 26-27 settembre presso l'università Federico II a Napoli. Il progetto, come spiega Francesco Palagiano responsabile della sezione farmacisti dell'associazione, «mira a far entrare a tutti gli effetti le farmacie italiane nella Catena della sopravvivenza». E aggiunge: «Il progetto punta in primo luogo alla formazione dei farmacisti tramite il conseguimento del brevetto di Basic life support-defibrillation (Bls-d) e solo dopo procedere all'istallazione in farmacia di un defibrillatore semiautomatico e, infine, alla segnalazione all'esterno dell'iniziativa, tramite un'apposita tabella luminosa "Farmacia con defibrillatore" da porre nelle vicinanze della croce verde». Secondo Palagiano, «le farmacie territoriali sono viste dall'utenza come il presidio sanitario più raggiungibile e disponibile soprattutto quando nelle vicinanze accade un incidente», quindi «è fondamentale che i farmacisti che vi lavorano si facciano trovare pronti, in caso di emergenza». Il progetto ha avuto una fase pilota in Campania, dove è stata «messa in sicurezza tutta la penisola sorrentina grazie all'installazione nelle farmacie di defibrillatori presidiati da farmacisti». Nella seconda fase sono stati coinvolti i farmacisti della città di Napoli: «Sono stati organizzati sei corsi di formazione che prevedono l'apprendimento del massaggio cardiaco, la disostruzione delle vie aeree e l'uso del defibrillatore semiautomatico» spiega Palagiano «ora siamo pronti per aprire la formazione a tutto il territorio e ci auguriamo che l'interesse da parte degli Ordini cresca perché l'obiettivo principale è creare consapevolezza e diffusione della cultura dell'emergenza».
Simona Zazzetta
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