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Politica e Sanità

01 Ottobre 2013

Farmacie comunali, a Milano 52 posti di lavoro a rischio. Sindacati in allerta


Cinquantadue licenziamenti su un totale di 340 dipendenti. Ad annunciarli la società Admenta che gestisce le 84 farmacie comunali di Milano dopo che non più tardi di un mese e mezzo fa l’Ad Ferrandino aveva dichiarato che non ci sarebbero state ricadute sui lavoratori per la decisione dell’Azienda di uscire da Assofarm  e di cambiare il Ccnl per tutti i suoi dipendenti, passando dall’applicazione del contratto collettivo di lavoro delle farmacie pubbliche, appena rinnovato, al contratto di lavoro delle farmacie private. Molto preoccupati i sindacati di categoria che ieri hanno tenuto un presidio davanti a Palazzo Marino e che sottolineano come dopo aver «unilateralmente deciso di cambiare il ccnl per tutti i suoi dipendenti, passando dall''applicazione del ccnl delle farmacie pubbliche, al ccnl delle farmacie private, nettamente inferiore sul piano economico e normativo» l’azienda abbia «annunciato di voler procedere al licenziamento di 52 lavoratori». «La ragione - spiegano i sindacati - viene attribuita al modello Lloyds Farmacia che prevede la sola figura del farmacista, cancellando la figura professionale del commesso di farmacia. Non siamo disponibili ad accettare un modello aziendale che preveda 52 licenziamenti su un totale di 340 dipendenti, siamo invece disponibili a discutere modalità organizzative che garantiscano il miglior servizio ai cittadini e che tutelino i livelli occupazionali». La richiesta all''azienda Afm Milano è «di abbandonare un progetto che vedrebbe un sacrificio occupazionale inaccettabile». Mentre la richiesta al Comune di Milano titolare del servizio e del 20% della gestione, è «di mettere in campo tutte le iniziative utili a far cambiare idea alla Società di gestione in modo da continuare a garantire un servizio pubblico essenziale di grande utilità per la città di Milano». Admenta interpellata sull’argomento preferisce non commentare mentre il presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi, da osservatore esterno sottolinea come il contratto sancito prima dell’estate «sia a salvaguardia delle risorse umane e si avvicini molto a quello delle farmacie private. Un esito del genere non sorprende» conclude.

Marco Malagutti

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