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Politica e Sanità

02 Ottobre 2013

Indagine Uk: senza pause il lavoro in farmacia è meno sicuro


La mancanza di interruzioni e le distrazioni sul posto di lavoro stanno compromettendo la capacità dei farmacisti di fare il loro lavoro in modo sicuro. Lo dicono i risultati di un''indagine condotta in Inghilterra dalla Royal pharmaceutical society che corroborano il messaggio sull''importanza della tutela della salute dei lavoratori sostenuto in Italia dalla Società italiana di medicina del lavoro che ieri ha celebrato la 1° Giornata nazionale della medicina del lavoro. Dall''indagine è emerso che quasi il 7% dei farmacisti interpellati era così preoccupato della sicurezza del proprio operato da non consigliare ad amici o parenti di rivolgersi alla sua farmacia. Anche se questo dato può essere letto in positivo perchè «corrisponde a un 10% in meno di quanti avevano fornito questa risposta nell’indagine dello scorso anno» ha detto Rob Darracott, chief executive di Farmacia Voice. Nel complesso die 640 farmacisti che hanno risposto al sondaggio, il 62% ha comunque dichiarato che le distrazioni sul posto di lavoro hanno un impatto negativo sulla sicurezza del paziente e il 41% lamenta di non avere pause sufficienti nel corso della giornata che gli consentano di lavorare in modo sicuro. E anche le pressioni finanziare non aiutano a gestire serenamente il rapporto vis a vis con il paziente. Dave Thornton, presidente della Guild of healthcare pharmacists, ha dichiarato «pretendere che i farmacisti facciano il lavoro che fanno senza adeguate pause di riposo espone al rischio di errori sia gli utenti che i professionisti», è una questione che va discussa nelle sedi opportune con le organizzazioni rappresentative del caso. Erika Kennington, direttore di ricerca della Rps ha sottolineato come il contesto fisico del luogo di lavoro abbia probabilmente un impatto inferiore sulla capacità del farmacista di operare in sicurezza e ha aggiunto «è incoraggiante che il 53% dei farmacisti sia convinto di poter influenzare positivamente le aree in cui lavora». L’indagine rientra nelle iniziative delle Rps per raccogliere evidenze a sostengo della sua teoria secondo cui è necessario creare un ambiente di lavoro più sicuro per il farmacista, tesi che intende portare avanti nei suoi negoziati con i datori di lavoro, le autorità regolatorie e il governo.

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