Politica e Sanità
04 Ottobre 2013Non una classifica degli ospedali italiani, ma un quadro che descrive lo stato dell’arte delle prestazioni ospedaliere. A sottolinearlo, a margine della Conferenza stampa sul Programma nazionale esiti 2012 dell’Agenas, dopo che alcuni organi di stampa avevano anticipato i risultati fornendo una graduatoria delle Regioni e delle strutture ospedaliere, il Direttore generale Fulvio Moirano. «Noi» sottolinea «non facciamo confronti ma registriamo annualmente le valutazioni degli ospedali italiani in base a una serie di indicatori difficilmente comparabili. Da questo punto di vista» continua Moirano «si evidenzia un generale miglioramento». Per il 2013 su dati 2012 sono stati utilizzati 114 indicatori contro la cinquantina dell’anno prima e altrettante tabelle, dove le strutture sono classificate per indici ed esiti dal top al peggio. In assoluto, tendono a ridursi mortalità e tempi d’attesa (specie in traumatologia) e di ricovero post-intervento grazie a una migliorata performance del Sud. «Il divario Nord-Sud esiste sempre» riprende Moirano «ma effettivamente si evidenzia un forte miglioramento a Sud». Alcuni indicatori segnano una miglior qualità al Centro-Nord è il caso della frattura al collo del femore, molto comune tra gli anziani: più di otto pazienti su dieci entrano in camera operatoria nei tempi previsti per evitare complicazioni, percentuale residuale, invece, al Sud. Sul piano generale la Toscana sembrerebbe la Regione più omogenea nel bene e punte di eccellenza più frequenti si riscontrano in Lombardia. Toscana prima perciò come anticipato dalla stampa? «Non si può dire» ribadisce il Direttore generale dell’Agenas «ci sono dei buoni dati e che sta lavorando bene. Dopodiché le elaborazioni sono soggettive ognuno può fare le sue». Quanto alla Lombardia da segnalare la mortalità post resezione di tumore gastrico a 30 giorni (media 5,76% di eventi infausti) con il record di nessun morto in due strutture lombarde, Istituto Tumori e San Gerardo Monza, pur con tanti interventi (150-160); la mortalità post sostituzione di valvole cardiache è 0,05% al San Raffaele di Milano contro una media nazionale del 3%; e sempre in Lombardia svetta l’istituto Monzino per bassa mortalità a 30 giorni post-by pass (zero eventi infausti contro media italiana del 2,5%. In questa categoria gli esiti peggiori sono al Sud e talora al Nord (by-pass cliniche Gavazzeni). Infine il dato della disomogeneità degli esiti all’interno di una stessa Regione: ad esempio, per mortalità da Ima a 30 giorni le strutture pugliesi sono le migliori e peggiori così come il ricorso al parto cesareo (media italiana 26%) è al top in Campania con 9 strutture tra le 10 peggiori (ricorso al chirurgo dal 70 al 98%) ma quasi in ogni regione ci sono strutture che rispettano l’Ebm. «È un dato realistico» sottolinea Moirano «e probabilmente dipende dai comportamenti di singoli professionisti o di aziende sanitarie». Nessun Tripadvisor, perciò, conclude il Direttore dell’Agenzia. «Ministero e Regioni hanno messo in cantiere un portale della trasparenza, che prevede anche una valutazione di qualità da parte di operatori e cittadini. Da qui a parlare di Tripadvisor ce ne corre perché non è prevista nessuna graduatoria ma un sistema di valutazione complessivo che ha come modello di riferimento quello dell’Nhs britannico» conclude l’esperto.
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