Politica e Sanità
09 Ottobre 2013Rafforzamento della tessera elettronica, che contiene informazioni sulle qualifiche professionali, per facilitare la mobilità dei professionisti all''interno della comunità e giro di vite sull’interdizione all’esercizio della professione in tutti gli stati membri per medici, farmacisti, infermieri e specialisti di assistenza all''infanzia, che abbiano ricevuto sanzioni disciplinari o condanne penali nel paese d''origine. Sono questi alcuni dei contenuti della proposta del Parlamento europeo e del Consiglio di modifica della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento sulla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno che sarà votata oggi dall''Europarlamento in sessione plenaria. La tessera, si legge nella nota, dovrebbe offrire la possibilità di una più semplice e veloce procedura di riconoscimento delle qualifiche e favorire la mobilità temporanea. «Dovrebbe essere rigorosamente utilizzata quale strumento per riconoscere le qualifiche professionali in un altro Stato membro» si legge nell’emendamento «al fine di sfruttare appieno il potenziale della mobilità nel mercato interno, e non come mezzo per disciplinare e limitare le modalità di abilitazione alle professioni». In generale, sulla mobilità dei professionisti del settore sanitario è necessario che «sia altresì considerata nel più ampio contesto del personale sanitario europeo. Essa dovrebbe essere oggetto di una strategia specifica a livello di Unione, anche con il coordinamento degli Stati membri, al fine di garantire il massimo livello di tutela dei pazienti e dei consumatori, mantenendo al tempo stesso la sostenibilità sul piano finanziario e organizzativo dei sistemi sanitari nazionali». Per quanto riguarda la formazione «in un''ottica di maggiore sicurezza dei pazienti, i medici, i medici specialisti, gli infermieri responsabili dell''assistenza generale, i dentisti, i dentisti specializzati, le ostetriche e i farmacisti dovrebbero aggiornare le rispettive competenze mediante corsi di istruzione e formazione professionale continua. Gli Stati membri dovrebbero pubblicare una relazione di valutazione sulle procedure di istruzione e formazione continua seguite dai professionisti in questione scambiandosi altresì le migliori prassi in proposito». Inoltre, «un''autorità competente può controllare o guidare la verifica delle conoscenze linguistiche, in particolare a tutela della sicurezza dei pazienti e della sanità pubblica». In ogni caso, «tutti gli Stati membri dovrebbero essere allertati se un professionista, a motivo di azione disciplinare o di condanna penale, è soggetto a restrizioni o divieti, temporanei o permanenti, in relazione all''esercizio dell''attività professionale in uno Stato membro». La modifica alla direttiva dà una spinta anche alla circolazione delle informazioni: tutti gli stati membri sono chiamati a stilare una lista delle professioni regolamentate, con tanto di attività e competenze, e giustificare la ragione alla base della scelta di limitarne l’accesso.
Francesca Giani
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