Politica e Sanità
15 Ottobre 2013Non sarebbe né di 3,5 miliardi entro il 2014, come temevano le Regioni, né assente come ieri mattina ventilavano ottimistiche fonti di maggioranza in replica al preoccupato ministro della salute Lorenzin, l’entità dei tagli alla sanità proposti nella bozza di legge di stabilità del consiglio dei ministri. La bozza, in uscita oggi, stando alle ultime voci, prevede un taglio di 2,6 miliardi di euro in 3 anni, fra 2014 e 2016, con risparmi per circa 500 milioni nel primo anno derivanti dalla razionalizzazione ulteriore della spesa farmaceutica e dalla soppressione dei quinti anni delle scuole di specializzazione.
La notizia buona per le Regioni è che non finiranno in piano di rientro in 15 come temevano Beatrice Lorenzin e il presidente della Conferenza Vasco Errani; la cattiva è che l’entità dei tagli regione per regione la decideranno gli stessi assessori in sede di conferenza, facendo in modo che la somma totale della spesa farmaceutica territoriale scenda dall’11,35 all’11,3% della spesa sanitaria prevista nel 2014 e la spesa farmaceutica ospedaliera scenda dal 3,5 al 3,3%. I farmaci erano i meno indiziati della probabilità di essere toccati dalla spending review: dei 17 miliardi annui di spesa, gli attuali 9 miliardi incamerati dalle farmacie convenzionate sono frutto di un calo di spesa del 3% nel 2006-2010 e dell''8,6% nel 2006-2012 e gli 8 miliardi di acquisti diretti di Asl e ospedali tra 2006-2010 sono il risultato di un calo del 4% nell''ultimo biennio.
Poco si sa invece dei tagli ai corsi di specialità, attesi dai giovani medici, e della possibilità che il Governo voglia tagliare i reparti ospedalieri sottoutilizzati e i laboratori di analisi in sovrannumero. In ogni caso, proprio mentre il ministro dell’Economia auspicava un accordo con le Regioni, l’assessore alla salute veneto Luca Coletto ha parlato di un «disegno di riaccentramento della sanità a livello romano». Le parole di Coletto ricordano in questa fase che la Conferenza delle regioni ora meno che mai è un posto dove contrattare i tagli; da settembre vi siedono dieci tavoli dove si doveva parlare di costi standard, Lea, nuovi ticket, convenzioni e rapporti Ssn-atenei. E questi tavoli rischiano di essere esautorati dalla Finanziaria.
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