Politica e Sanità
15 Ottobre 2013Riportare tutti i farmaci in farmacia: non solo sarà il leit motiv che costituirà la base della nuova proposta per la nuova remunerazione di Assofarm, in via di studio al tavolo interno di oggi, ma dovrà essere il principio guida per definire cifre e percentuali e far quadrare i conti. L’anticipazione arriva da Francesco Schito, vice presidente Assofarm, che spiega: «Il tavolo di oggi è una sorta di brainstorming da cui non ci aspettiamo escano numeri ma soprattutto idee. Visto che si avvicina la deadline del 31 dicembre e che il ministro della Salute si è già detto intenzionato a convocare la filiera, nostro intento è di arrivare a una proposta da condividere con gli altri attori della filiera. Senz’altro, come base di ragionamento, la linea che può garantire le farmacie dal rischio fallimento è quella di portare tutti i farmaci in farmacia, dagli innovativi a quelli oggetto di distribuzione diretta. E i conti devono quadrare: un meccanismo misto - con quota fissa e quota percentuale - in cui la quota percentuale rappresenti la parte più sostanziosa della remunerazione, è difficilmente applicabile a farmaci particolarmente costosi. Occorrerebbe allora pensare a meccanismi di modularità. Ma al di là di questo, quello che è certo è che la nuova remunerazione non è sostenibile se si lascia immutata la situazione della distribuzione dei farmaci». Detto questo, continua Schito, «non si può tralasciare il fatto che l’accordo che era stato firmato il 16 ottobre dell’anno scorso, poi bocciato dai Ministeri, rappresenta per noi una sorta di linea del Piave oltre la quale non possiamo andare. Ora quello che ci sembra importante è evitare l’errore della precedente trattativa: al tavolo andranno portati tutti gli interessati, anche i grandi assenti della volta scorsa, le Regioni e il ministero delle Finanze».
Francesca Giani
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