Politica e Sanità
22 Ottobre 2013L’implementazione dei servizi di autoanalisi in farmacia deve seguire precise normative regionali, ma necessita anche di una corretta comunicazione sul loro valore per evitare di mettersi in competizione con i laboratori di analisi. Commenta così, Paolo Vintani, vicepresidente di Federfarma Milano, Monza e Lodi, l’intervento degli ispettori dell’Ass n. 6 del Friuli Occidentale, in una farmacia comunale in provincia di Pordenone, che ha portato alla sospensione del servizio dell’area di autoanalisi: presunte carenze nella disponibilità di locali separati e dedicati per l’esecuzione di analisi di prima istanza. «Le regole regionali per quanto riguarda i locali da dedicare ci sono, ma le criticità sono soprattutto altre e molteplici» sottolinea Vintani. «Le autoanalisi» prosegue «sono definite, per legge, analisi di prima istanza con un significato di profilo analitico e pur rispettando regole di controllo delle apparecchiature codificate, con sistemi di controllo a campione per vedere che anche le nostre procedure siano affidabili, non vogliono rappresentare un valore su cui il medico possa fare una diagnosi, ma dei validi supporti per la prevenzione e il monitoraggio della patologia. Solo se poniamo la questione in questi termini» aggiunge «non diventiamo dei competitor per i laboratori, ma anzi dei reclutatori di pazienti». Inoltre, non va trascurata la comunicazione al cittadino: «È impensabile che il farmacista dica “le faccio l’esame del colesterolo poi le do qualcosa”, perché non è il ruolo che spetta a noi». E conclude: «Non potendo noi fare una prestazione sanitaria, l’auspicio è che venga ipotizzata una prestazione salutistica accettata come prestazione professionale, detraibile e remunerabile, che non consista solo nel consiglio dell’Otc, ma in consigli alimentari, analisi di prima istanza, piccole medicazioni, dispensazione ripartita su richiesta del paziente in mega blister per le terapie settimanali. Insomma, tutto ciò che consente il mantenimento della salute, la prevenzione e il monitoraggio della terapia in termini medici ed economici».
Simona Zazzetta
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