Politica e Sanità
23 Ottobre 2013Un accordo economicamente sostenibile per le casse regionali ma anche in grado di sostenere il ruolo di presidio sanitario di prossimità delle farmacie. È questo, secondo quanto riferisce una nota di Federfarma Lazio, il duplice obiettivo del protocollo di intesa per il rinnovo della distribuzione per conto (dpc) tra Regione Lazio e farmacie. Per quel che riguarda i dettagli dell’accordo Federfarma precisa come resti «la già prevista remunerazione per fasce di prezzo, anche se viene definitivamente abbandonato il criterio del calcolo percentuale e vengono rimodulati i corrispettivi fissi. Le fasce di prezzo sono in tutto sei: (a più bassa con farmaci di costo fino a 50 euro, con un fee per la distribuzione di 6,60 euro, la più alta quella dei farmaci oltre i 1000 euro, con 20 euro di quota di remunerazione. In mezzo, le fasce tra 50 e 154,93 euro (quota per il farmacista di 10 euro), quella tra 154,94 e 300,00 euro (12 euro), tra 300,01 e 600 (13 euro) e quella tra i 600,01 e i 1.000 (con quota per il farmacista di 15 euro)».
In più, continua la nota dei titolari laziali «un elemento di grande innovazione è il riconoscimento di una remunerazione per i progetti di pharmaceutical care, che passeranno anche attraverso la dispensazione di farmaci ex Osp 2, i quali entreranno finalmente a pieno titolo nella disponibilità delle farmacie territoriali». Non meno rilevante, continua la nota «è l''affermazione di un criterio che, all''interno della delegazione Federfarma, è stato ribattezzato di "remunerazione composta": in pratica all''interno del regolamento attuativo saranno definite le molecole ex Osp 2 che entreranno su indicazione della Regione all''interno dei piani terapeutici on line (accanto a quelle che, come eritropoietine e ormone somatotropo, già sono presenti) , per la cui gestione sarà riconosciuta alle farmacie una remunerazione aggiuntiva di 1,50 euro a confezione (2 euro per le farmacie rurali sussidiate)». L’accordo si sofferma, infine, anche sull’impegno delle farmacie nei Cup, «con il riconoscimento di una quota di 3 euro per ogni prenotazione effettuata e la prospettiva di allargare la collaborazione al servizio di cassa e alla refertazione» e sulla «dispensazione di presidi del nomenclatore». (MM)
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