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Politica e Sanità

06 Novembre 2013

Patto salute, oggi Conferenza Regioni. Farmacie in attesa di sviluppi


Spesa più efficiente, revisione del prontuario, individuazione dei prezzi di riferimento ma soprattutto remunerazione delle farmacie convenzionate. Sono questi i temi al centro del tavolo di lavoro sui farmaci, uno dei dieci sul nuovo Patto per la salute, sui quali riparte oggi, nel primo pomeriggio, il confronto tra i presidenti delle Regioni. L’occasione per portare all’attenzione dei governatori i punti oggetto del lavoro dei tavoli, sui quali non mancano attese e preoccupazioni da parte delle farmacie e per capire se verranno confermate le anticipazioni in base alle quali la remunerazione deve essere oggetto di definizione da parte della Sisac. Il confronto riguarderà inevitabilmente anche il riparto del Fondo sanitario nazionale da 109,9 miliardi di euro per il 2014. La scorsa settimana l''attenzione dei governatori si era concentrata sull''attuazione dei costi standard in sanità. Principio accettato da tutte le Regioni, ma il punto di scontro si era acceso su quando introdurli: fin dal 2013 o a partire dal 2014? Per la prima ipotesi spingono i presidenti di Lombardia, Piemonte e Veneto, Maroni, Cota e Zaia, che hanno minacciato l''uscita dalla Conferenza delle Regioni se i costi standard non saranno introdotti subito. La definizione dei costi standard, oltre ad essere fondamentale per la sigla del nuovo Patto della salute, determinerebbe anche una diversa distribuzione delle risorse del riparto del Fondo sanitario nazionale, per il quale si usa tradizionalmente, invece, il criterio della spesa storica. Per il riparto, le Regioni del sud chiedono invece l''introduzione di nuovi criteri, come quello della deprivazione, ovvero delle condizioni di salute legate all''indice di povertà, e - ed è una novità - anche delle condizioni ambientali, che determinano peggiori condizioni di vita e conseguenti malattie nelle popolazioni. La questione costi standard potrebbe trasformarsi in un motivo di attrito con il Governo visto che i governatori sono intenzionati a chiedere una modifica legislativa - già nella legge di stabilità - al Dlgs 69/2011. Vorrebbero, insomma, tenere i costi standard fuori dal "Patto".

Marco Malagutti

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