Politica e Sanità
12 Novembre 2013Sulle sigarette elettroniche si assiste a un confronto che vede anche i maggiori esperti su posizioni differenti. Intanto, il dato di fatto è che il decreto Istruzione convertito nei giorni scorsi in legge ha eliminato il divieto assoluto di pubblicità delle sigarette elettroniche e di "svapare" in molti luoghi pubblici. Riccardo Polosa dell''Università di Catania, esperto internazionale per la terapia del tabagismo, è decisamente favorevole e si dichiara anzi attonito che «colleghi blasonati affermino la pericolosità per la salute della nicotina, quando esiste una letteratura molto dettagliata che non ha mai documentato nulla del genere, fatta eccezione per alcuni danni a livello fetale». Certo, può essere un veleno, «ma solo se assunta in quantità enormemente superiori a quelle contenute da una sigaretta». Polosa ritiene invece giusta la limitazione all’interno degli edifici scolastici: «l’atto del fumare è diseducativo, ma resta il dato di fatto che a giudizio mio e di molti esperti internazionali la sigaretta elettronica è una porta di uscita, non di entrata al fumo convenzionale». Tra i favorevoli alle e-cig c’è l''oncologo Umberto Veronesi, secondo cui sono utili per ridurre i fumatori e servono a «bilanciare qualche rischio con i grandi benefici»; il problema, semmai, «è la tassazione troppo alta».
Sul fronte opposto si segnala la posizione di Silvio Garattini, direttore dell''Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri: «l''effetto delle e-cig ancora non è conosciuto nel dettaglio e non ci sono a oggi studi scientifici che provino che le sigarette elettroniche aiutino effettivamente a smettere di fumare… Inoltre non sappiamo quanta nicotina possa essere sprigionata e potenzialmente potrebbero dunque esserci dei rischi, anche se inferiori rispetto al fumo passivo da sigaretta classica». Così Girolamo Sirchia, presidente della Consulta nazionale sul tabagismo, è contrario al provvedimento, «non certo mirato alla salute pubblica, anche nella parte che riguarda la liberalizzazione della pubblicità. Non è un’immagine edificante quella di una persona che fuma, anche se si tratta di una sigaretta finta».
Renato Torlaschi
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