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Politica e Sanità

14 Novembre 2013

Spending review: costi standard e acquisti nel piano Cottarelli


Costi standard, razionalizzazione degli acquisti attraverso la Consip, consulenze. Potrebbero essere queste alcune delle voci che riguardano la sanità - uno dei settori oggetto di tagli di spesa - su cui potrebbe indirizzarsi l’azione di spending review del commissario straordinario Carlo Cottarelli (foto) che a metà settimana ha trasmesso al comitato interministeriale per la revisione della spesa il programma di lavoro che contiene obiettivi e indirizzi metodologici dell’attività di spending review. Base di lavoro, da quanto emerge dalle prime indiscrezioni, l’analisi che Piero Giarda aveva messo a punto durante il governo Monti. Ancora non è stato definito l’ammontare dei tagli, che comunque, almeno nelle intenzioni, dovranno essere selettivi e non lineari e possibilmente, come suggerito dal presidente emerito della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, assegnati alle amministrazioni che sono maggiormente consapevoli di «esigenze e disponibilità». Ma nella legge di Stabilità, ora in commissione Bilancio, si è considerato come valore della spending review una stima cauta di 600 milioni di euro nel 2015 e 1,31 miliardi di euro dal 2016, anche se si attendono risultati già nel 2014. L’impressione che si ricava è che i tagli potrebbero arrivare a circa 10 miliardi di euro in tre anni. Intanto, a proposito della legge di Stabilità, è in corso l’esame della commissione Bilancio del Senato degli oltre tremila emendamenti nonché degli ordini del giorno delle varie commissioni di impegno al governo in sede di approvazione della legge. Tra gli odg proposti dalla commissione Igiene e sanità del senato – ieri ne sono stati approvati dieci – uno riguarda i ticket e ha l’obiettivo di richiedere l’impegno del Governo a «ripristinare in modo esplicito il livello di finanziamento cui concorre lo Stato per il Servizio sanitario nazionale in modo da garantire la copertura del mancato introito derivante dall''applicazione della citata sentenza della Corte costituzionale». Per quanto concerne, invece, gli emendamenti, quasi un centinaio riguardano la sanità e tra le tematiche affrontate c’è un alleggerimento dei tagli alla Pa e la soppressione o comunque la modifica dell’ipotesi di ridurre la durata delle scuole di specializzazione di area sanitaria a quattro anni nonché il finanziamento della formazione medico specialistica. Un importante emendamento prevede che «il Pht sia aggiornato con cadenza annuale dall’Aifa che provvede a individuare un elenco di medicinali che per le loro caratteristiche farmacologiche possono essere dispensati» dal Ssn direttamente tramite le proprie strutture aziendali, «nonché ad assegnare i medicinali non coperti da brevetto e quelli per i quali siano cessate le esigenze di controllo ricorrente da parte della struttura pubblica alla distribuzione in regime convenzionale attraverso le farmacie aperte al pubblico. Il Ministero della Salute, di concerto con il Mef, su proposta dell’Aifa, determina conseguentemente, a saldi invariati, l’entità della riduzione del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera con equivalente attribuzione al tetto della spesa farmaceutica territoriale». Mentre secondo un’altra proposta di modifica «a decorrere dall’anno accademico 2014-2015 ai laureati appartenenti alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi e alle ulteriori categorie sanitarie non rientranti nell’area medica iscritti alle scuole di specializzazione post-laurea dell’area sanitaria è applicato il trattamento contrattuale di formazione specialistica di cui all’art. 37 del decreto legislativo n. 368/99».

Francesca Giani

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