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Politica e Sanità

20 Novembre 2013

Spending review: la sanità all’interno del piano Cottarelli


Centrali acquisto (farmaci, beni e servizi sanitari e non), protocolli terapeutici e appropriatezza delle prestazioni, revisione livelli essenziali anche con riferimento a particolari categorie. Il piano programma di lavoro del commissario straordinario Carlo Cottarelli, discusso l’altro ieri dal comitato interministeriale per la revisione della spesa pubblica, è chiaro: alla sanità è dedicato un punto del processo all’interno del capitolo Salute, con un risparmio da molte testate giornalistiche quantificato in circa 6-7 miliardi. Il capitolo prevede anche altre tematiche su cui dovrà essere indirizzata l’analisi alla base della spending review, tra cui il riassetto organizzativo della rete periferica veterinaria e medica e gli enti vigilati, mentre un gruppo di lavoro sarà dedicato al pubblico impiego con l’indicazione di tematiche quali «mobilità del lavoro (compresa l’esplorazione di canali di uscita e rivalutazione delle misure sul turnover)» e uno su «fabbisogni e costi standard: promozione nel completamento e applicazione». In termini di cifre, complessivamente, dalla spending review non è previsto «nessun risparmio per il 2014, mentre negli anni successivi i risparmi di spesa sono di 3,6 miliardi nel 2015, 8,3 miliardi nel 2016 e 11,3 miliardi a decorrere dal 2017». Ma, «in sede politica dovrà essere valutata l’opportunità di andare oltre questi obiettivi minimi, individuando risparmi addizionali già nel 2014». Comunque, l’obiettivo indicato in conferenza stampa dal ministro dell''Economia, Fabrizio Saccomanni, è «il 2% del Pil» entro il 2016, pari a circa «32 miliardi». Il metodo con cui verrà portato avanti il processo prevede che il commissario sia «coadiuvato da un “gruppo di base” formato da una decina di persone, tratte dal settore pubblico, con ruolo di coordinamento» ma poi su temi specifici si dovranno costituire – entro fine novembre - gruppi di lavoro «organizzati sia “verticalmente” (per centri di spesa, per esempio Ministeri) sia “orizzontalmente” (per tematiche, per esempio acquisto di beni e servizi). I gruppi saranno a composizione mista, con rappresentanti dei centri di spesa, della Ragioneria Generale dello Stato, del gruppo di base della RS e, se disponibili a titolo gratuito, accademici o altri soggetti qualificati». Si attendono risultati già entro febbraio, quando terminerà la fase «di ricognizione tecnica per definire le misure legislative e amministrative che potrebbero essere approvate già a metà del 2014». Ma già a marzo-aprile ci dovranno essere le prime decisioni politiche con «l’utilizzo della ricognizione tecnica nell’ambito del Documento di Economia e Finanza per la formulazione degli obiettivi di finanza pubblica». Un programma pesante, insomma, aggravato dal fatto che «la revisione della spesa affronterà anche questioni di perimetro e cioè l’individuazione di programmi di spesa a bassa priorità i cui benefici non giustifichino il costo per il contribuente o siano inferiori rispetto a quelli di altri programmi di spesa che potrebbero essere sotto finanziati». Incarico dei gruppi di lavoro sono infatti anche temi generali come «quale è l’interesse pubblico riguardo le varie attività svolte dal centro di spesa e quali attività potrebbero essere svolte dal privato senza svantaggi per la cittadinanza».

Francesca Giani

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