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Politica e Sanità

05 Dicembre 2013

Ocse boccia Italia in assistenza territoriale, anche farmaceutica


Il livello delle prestazioni erogate dalla sanità pubblica, soprattutto extra-ospedaliere, sono «ampiamente inferiori a quelle di quasi tutti i Paesi Ue» ed è nell''assistenza territoriale, compresa quella farmaceutica, nella long-term care, e nella prevenzione che si registra «deficit estremamente considerevole». Lo afferma Franco Sassi, responsabile area Economia della prevenzione dell''Ocse, in audizione al Senato, secondo il quale la quota coperta dalla spesa pubblica per la farmaceutica territoriale è «la più bassa in assoluto, intorno al 61% mentre negli altri Paesi si va dal 67% all''85%». Sassi ha spiegato che «complessivamente il divario tra Italia e altri Paesi in termini di spesa farmaceutica pubblica, pur tenendo conto dei diversi livelli di prezzo, è circa la metà rispetto a quello che si spende in Germania o Francia, almeno del 40% inferiore a Spagna o Olanda e così via». L''Italia ha anche «il livello più basso di spesa pro capite tra i maggiori Paesi europei, con la sola eccezione del Regno Unito». Secondo Sassi «un giudizio sull''adeguatezza degli attuali livelli di spesa farmaceutica richiede valutazioni approfondite su diverse aree terapeutiche e classi di medicinali». Anche nella prevenzione, l’Italia rimane fanalino di coda nell''area Ocse: «se i livelli di spesa in tutta l''area sono ancora deludenti, intorno al 3% della spesa sanitaria complessiva, ma l''Italia fa ancora peggio fermandosi a circa lo 0,5%, con un rapporto di meno di uno a 10 rispetto a Olanda e Germania».

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