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Politica e Sanità

15 Gennaio 2014

Concorso straordinario, con tempi lunghi dubbi su iscrizione a Ordine


Se il concorso per le nuove sedi farmaceutiche non fosse andato così per le lunghe, non si sarebbe posto il problema di dover mantenere alcuni requisiti, come l’iscrizione al proprio Ordine provinciale, nel periodo successivo alla presentazione della domanda. È questo il commento di Maurizio Cini, vicepresidente Utifar, nel dibattito sollevato da alcuni colleghi nei mesi scorsi e di recente, sui requisiti di partecipazione elencati nell’art. 2. «Tra questi» spiega Cini «c’è anche l’iscrizione all’Ordine e la condizione di non aver venduto la farmacia da meno di 10 anni. Ma mentre per quest’ultima, una nota specifica che tale condizione permane fino al momento dell’assegnazione della sede, per le altre non viene data nessuna specifica, tanto da far concludere che l’iscrizione all’ordine sia una condizione non richiesta dal momento della candidatura fino all’eventuale assegnazione». Il dubbio è stato posto nei mesi scorsi dall’Ordine di Bologna che ha chiesto un chiarimento alla Regione Emilia Romagna che ha risposto che «il requisito dell''iscrizione all''albo deve essere posseduto al momento della presentazione della domanda di partecipazione al concorso e al momento dell''eventuale assegnazione della sede farmaceutica. Non è specificatamente richiesto anche il possesso del requisito nell''intervallo di tempo intercorrente fra i due momenti». Chiarito il dubbio su quanto necessario per il concorso, secondo Cini chi intende cancellarsi dall’Ordine o si è posto la domanda «nutre forti dubbi di vedersi assegnatario di una sede e pertanto ritiene di non sostenere più il versamento della quota di iscrizione e del contributo all’Enpaf. Non si dimentichi però, che questi versamenti sono obbligatori anche nel caso di iscrizione per un solo giorno e inoltre, benché non assegnatario a seguito della pubblicazione della graduatoria, il candidato potrebbe vedersi interpellato a seguito delle rinunce, espresse o implicite, di accettazione da parte di candidati meglio collocatisi in graduatoria e dunque dover mettersi in regola». E conclude: «Molto dipende dai tempi in cui le regioni giungeranno al traguardo con la pubblicazione della graduatoria in base a fattori diversi da regione a regione».

Simona Zazzetta

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