Politica e Sanità
16 Gennaio 2014Più mobilità per i pazienti non solo verso l’estero ma anche tra regioni italiane. Sarà questo uno degli effetti della direttiva europea 2011/24, che regola le cure transfrontaliere, il cui decreto di recepimento è stato esaminato ieri dalla Conferenza stato-regioni. In questo ambito ricade anche la norma che prevede che per i Farmaci concessi dal Ssn e prescritti tramite apposita ricetta su ricettario regionale, la ricetta debba essere consegnata presso una Farmacia della Regione di appartenenza. Altrimenti il costo è a carico del paziente. «Oggi un cittadino lombardo non può “spendere” la ricetta del suo medico in una farmacia veneta» sottolinea Gilberto Gentili, presidente di Card, coordinamento dei direttori di distretto, «qui il Federalismo ha generato più ombre che luci, ma la globalizzazione ci costringerà a rivedere la mobilità interna». Sulla stessa lunghezza d’onda è Valerio Fabio Alberti, presidente della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere Fiaso che sottolinea come «la questione delle ricette non spendibili da una regione all’altra è grave, ma la sua soluzione spetta “naturalmente” al tavolo governo- regioni». E i farmacisti che cosa ne dicono? «È effettivamente un problema grave» sottolinea Giuseppe Fornasa, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Mantova, che “sente” particolarmente il problema essendo in una terra di confine. «Noi confiniamo sia con il Veneto sia con l’Emilia Romagna ed effettivamente da anni cerchiamo di affrontare il problema con autorizzazioni speciali, ma si tratta di pratiche faticose e lunghe. A questo si aggiunge una sottoproblematica, più rara ma presente, che riguarda prontuari che possono essere diversi addirittura da provincia a provincia. Un problema cruciale, con risvolti economici relativi al budget delle Asl che complicano le cose. E a pagare dazio sono i pazienti» aggiunge Fornasa. La soluzione potrebbe sortire dal tavolo governo-regioni? Non ne è convinto il presidente di Federfarma nazionale Annarosa Racca, interpellata come presidente dei titolari lombardi. «Ci sono accordi regionali che noi, proprio per la problematica mantovana, abbiamo sancito con la Regione Veneto. Alla stessa stregua si potrebbe fare anche per le altre regioni con accordi con quelle confinanti e senza bisogno di un intervento centrale». D’accordo solo in parte Fornasa, che conferma il buon esito dell’accordo con il Veneto ma sottolinea, come lo stesso non sia stato possibile con l’Emilia Romagna. «Perché allora» si chiede il presidente non pensare a un accordo in chiave nazionale? È assurdo» conclude «che in uno stato unitario l’assistenza sia regionale e la ricetta di una regione non valga nell’altra. Si possono mettere in campo accordi tra regioni confinanti, ma si tratta di soluzioni tampone in attesa di un intervento centrale risolutivo».
Marco Malagutti
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)