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Politica e Sanità

22 Gennaio 2014

Mur, la presa in carico dell’aderenza piace a medico e paziente


Che il farmacista prenda in carico l’aderenza alla terapia, riscuote i consensi del paziente e del medico curante. Questo il risultato raccolto nella seconda fase dell’Mur (Medicine use review), progetto pilota, patrocinato dalla Fofi, che dopo una prima fase di attività di revisione dell’uso dei medicinali in pazienti affetti da asma, realizzata in quattro province, ha valutato il gradimento tra i soggetti coinvolti: i pazienti e i medici di famiglia. «I cittadini hanno confermato un elevatissimo gradimento per questa prestazione» ha commentato Andrea Manfrin, della Medway school of pharmacy dell’Università del Kent e principale ricercatore dello studio «e una percentuale molto significativa ha dichiarato di avere tratto beneficio dall’intervento del farmacista, tanto che è stata una richiesta comune potersi sottoporre all’Mur periodicamente (ogni tre mesi)». I medici di medicina generale, ha aggiunto, «lo considerano uno strumento importante per migliorare l’aderenza alla terapia e anche per creare un percorso condiviso per migliorare l’assistenza ai pazienti». Tra gli aspetti indagati nel questionario somministrato, segnala una nota della Fofi, è emerso che le principali aspettative dei pazienti erano la sicurezza di assumere correttamente la terapia (62,9%) e ricevere maggior informazioni sui farmaci prescritti (60,8%) e sulla patologia (50%). Solo un paziente su tre dichiarava che sarebbe stata un’occasione per discutere problemi o preoccupazioni relativi alla terapia, un dato coerente con quanto riscontrato nella prima fase del progetto in cui una larga maggioranza di pazienti aveva dichiarato di non avere difficoltà con la terapia o la gestione della malattia, ma successivamente è emerso che il 60% dei pazienti presentava almeno un problema. Altro aspetto indagato era il gradimento della prestazione ricevuta, e sulla capacità del farmacista di interagire con il paziente (attenzione, disponibilità al problem solving, capacità di mettere il paziente a proprio agio) le risposte positive superavano il 93%. Inoltre, il 75% ha dichiarato di aver avuto dei benefici, l’84% di trovarsi più a suo agio con la terapia prescritta e solo il 17% aveva ancora dei dubbi non chiariti. In particolare, il 36% concordava che l’Mur aveva messo in luce problemi reali con la terapia e il 27% ha dichiarato che dopo la revisione il medico aveva modificato la prescrizione. Giudizio positivo anche da parte dei medici di medicina generale, stando a quanto emerso nel corso di un focus group, che vedono in pazienti fragili, anziani e soggetti a poliprescrizione i destinatari preferenziali della prestazione. Dai medici anche alcune proposte: sviluppare un protocollo condiviso e sessioni di training comuni tra mmg e farmacisti e alimentare un flusso di informazioni costante tra medico e farmacista per dare al paziente un messaggio univoco. «È evidente che i tempi sono maturi per sviluppare un nuovo modello di assistenza» ha detto Andrea Mandelli presidente della Fofi «che veda una collaborazione concreta tra i professionisti della salute mettendo al centro, come emerge anche da questa ricerca, il paziente e le sue necessità» e ha aggiunto: «Il nostro percorso, comunque, non finisce qui: a breve inizierà uno studio controllato volto a dimostrare i benefici dell’MUR anche sul piano clinico ed economico. Ci auguriamo che, evidenze scientifiche alla mano, si passi finalmente a implementare il nuovo modello di servizio farmaceutico di cui il paese ha bisogno per una tutela della salute migliore e sostenibile».(S.Z.)

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