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Politica e Sanità

03 Febbraio 2014

Ricetta elettronica, Petrosillo: sistema Sogei utilizzato al 10%


Il sistema su cui si appoggia la ricetta elettronica risulta al momento utilizzato al 10% delle sue potenzialità. La rassicurazione arriva da Sogei, nell’ambito degli incontri sulla dematerializzazione della prescrizione che si sono tenuti a fine gennaio, e secondo Gianni Petrosillo, amministratore delegato Promofarma, il dato è in linea con la percentuale delle ricette che al momento stanno viaggiando online, grazie alle Regioni a regime o in fase sperimentale. «Eravamo preoccupati» spiega Petrosillo «che i malfunzionamenti di novembre e di gennaio fossero un segnale di problemi di tenuta del sistema legati a un maggior flusso di ricette dematerializzate in corrispondenza alla diffusione del sistema tra le Regioni. La Sogei ci ha rassicurato che la piattaforma è al momento utilizzata a un 10% delle sue potenzialità, percentuale che corrisponde alla quota di ricette che al momento stanno viaggiando online rispetto a una situazione a regime su scala nazionale. La Sogei ci ha tenuto a ribadire che il malfunzionamento era dovuto a un inaspettato blocco del sistema e comunque le cause sono state rimosse». Il dato è emerso negli incontri che da fine gennaio sono in corso anche con Federfarma e che hanno visto il coinvolgimento del ministero della Salute e della Ragioneria dello Stato. «Incontri molto positivi e produttivi, in cui abbiamo avuto la possibilità di far presente le criticità rilevate dalle varie sperimentazioni e di avviare un confronto su possibili soluzioni: in settimana avremo un ulteriore appuntamento con Sogei proprio per discutere di soluzioni». Le criticità sono quelle già messe in luce dalle varie Regioni: per fare qualche esempio la necessità di implementare alcuni blocchi, per esempio per le ricette limitative, o funzionalità, come la sostituzione per urgenza o irreperibilità del farmaco, la necessità di trattare la Dpc con il sistema webdpc, la questione di stupefacenti e barbiturici, che richiedono una copia della ricetta in farmacia, o dei farmaci che richiedono una dichiarazione da parte del medico. «L’altra preoccupazione che abbiamo espresso» continua Petrosillo «riguarda la fase attuativa della validità nazionale della ricetta che secondo il cronoprogramma dell’Agenda digitale avrebbe dovuto essere in vigore dal primo gennaio. Ma sono molte le regioni non ancora partite e troppe le questioni aperte come quelle dei codici esenzione, non omogenei su tutto il territorio. Per questo ci vorrà l’intervento del Ministero della Salute». Intanto dal Mef arriva un messaggio: «Ci hanno detto che intendono mandare un sollecito alle Regioni non ancora partite». E al momento «a regime risultano Trento, Valle d’Aosta, Sicilia e Basilicata, mentre partite con sperimentazione sono Lombardia, Veneto, Molise, Campania e Puglia e a breve il Piemonte. Le altre sono al palo: in parte un rallentamento è stato legato alla scelta di appoggiarsi Sar: sono riuscite a partire le Regioni che erano più avanti nell’implementazione del sistema con il Fse, mentre le altre hanno perso un po’ di tempo nel passaggio tra Sar e Sac. Sono rimaste sul Sar Lombardia, Trento e Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Puglia. Liguria, Umbria, Toscana e Sardegna hanno compiuto un passaggio al Sac, mentre il Lazio non ha ancora ultimato la decisione». Per le altre Regioni che hanno fin da subito scelto il Sac ma non sono partite «si tratta di mettere in moto una macchina organizzativa molto complessa». Più avanti di tutte comunque si conferma la Sicilia: «Secondo i colleghi, che complessivamente hanno raggiunto 9 milioni di ricette online, il lavoro, con la prescrizione digitale, è più agevole. Nella Regione alcune farmacie hanno raggiunto il 95% di ricette dematerializzate e la media è del 75%».

Francesca Giani

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