Politica e Sanità
04 Febbraio 2014Contraffazione e furti di farmaci e riciclo di quelli scaduti sono fenomeni connessi tra loro che con molta probabilità, attraverso l’esportazione illegale, confluiscono nello stesso canale per riemergere in altri paesi dove vengono immessi in canali legali. È questa l’ipotesi investigativa a cui stanno lavorando Aifa, Farmindustria e Asso-ram, in collaborazione con Nas Dogane e una rete internazionale. Lo spiega a Farmacista33 Domenico Di Giorgio, direttore Upc-Aifa, che sul tema è intervenuto nel corso di un seminario “Crimine farmaceutico: contraffazione, importazione illegale e furti di medicinali” in corso da ieri a Roma.
«Si tratta di un’ipotesi a cui stiamo lavorando per verificare se i prodotti sottratti al canale legale, soprattutto tramite furti e riciclo di prodotti scaduti, possano essere mascherati e immessi in canali legali in altri paesi, dove i controlli sono meno stringenti di quelli italiani» afferma Di Giorgio. E aggiunge: «C’è una connessione tra crimine e domanda e c’è un canale illegale per soddisfarla. Il segnale è l’incremento dei furti di farmaci. Se ne contano ormai varie decime per anno, tra ospedali e assalti a Tir, e hanno come obiettivo farmaci ad alto costo e molto specifici. Ed è improbabile che finiscano su canali di vendita via internet perché si tratta di quantitativi importanti da smaltire. Da qui l’ipotesi su cui si dovrà attivare una rete internazionale, che coinvolge già Nas e Dogane, per intercettare i transiti di prodotti e vedere come riemergono in altri paesi. Aifa, Farmindustria e Asso-ram hanno dato vita a un progetto pilota in cui è stato messo a punto un flusso di dati, che in tempo reale informa sui prodotti rubati. Questo significa che Nas e Uffici Dogane sono continuamente aggiornati quando effettuano il loro controlli. In parallelo stiamo anche sviluppando delle linee guida con Farmindustria. L’obiettivo di mettere insieme dati e know-how è di integrare tutte le attività sul crimine legato al farmaco e verificare la nostra ipotesi investigativa». Nella task force italiana, ha infine ricordato l’esperto «c’è uno spazio importante per i farmacisti che sono vettori di informazione e sentinelle sul territorio per intercettare alcuni fenomeni, non a caso c’è una collaborazione continua con la Federfarma che fa parte del tavolo di lavoro».
Simona Zazzetta
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