Politica e Sanità
12 Febbraio 2014Non solo consegna a domicilio di farmaci ma anche erogazione gratuita di servizi, quali per esempio ritiro referti e prenotazioni. È questo al centro di un progetto che Federfarma Verona sta proponendo alle Asl e ai sindaci del territorio. L’iniziativa, evoluzione del servizio Farmaco Pronto, attivo dal 2000 - che prevede la consegna del farmaco a domicilio in particolari orari e situazioni - verrebbe portata avanti dalle farmacie in forma gratuita per il fruitore ed è destinata a «persone con difficoltà di movimento, gravemente malate o che si trovano in situazioni di solitudine». L’idea è di «individuare, grazie alla collaborazione dei direttori generali, dei responsabili dei servizi farmaceutici territoriali e dei direttori dei servizi sociali delle tre Asl veronesi - già contattati al riguardo - i criteri sulla base dei quali identificare elenchi di pazienti in particolari difficoltà». Già in settimana è previsto un primo incontro: «Confidiamo in un riscontro positivo da parte di tutti gli attori coinvolti nella definizione del progetto» è il commento di Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, «perché pensiamo che questo costituisca veramente un servizio importante e socialmente utile oltre che, dal nostro punto di vista, molto “delicato” da organizzare nei minimi dettagli e con la massima sensibilità, nel rispetto della privacy, che la farmacia da sempre pratica nei confronti dei pazienti». L’idea di consegnare referti a domicilio da parte delle farmacie ha ricevuto recentemente anche il plauso di Elisabetta Iannelli, vicepresidente dell’Associazione italiana malati di cancro, in un intervento sul Corriere della Sera: sollecitata da un lettore a commentare il caso, in provincia di Treviso, del referto con diagnosi tumorale consegnato in ritardo dalle Poste, la Iannelli ha sottolineato come il momento della ricezione di un referto sia critico per il paziente, in particolare se si tratta di accertamento diagnostico di una malattia. Allo stato attuale, tuttavia, nella maggior parte dei casi, il malato è lasciato solo. In ogni ospedale vige una prassi diversa: ritiro allo sportello, consultazione online, invio per posta, mentre sono pochi quelli che prevedono la convocazione del paziente nel caso di esito tumorale. Secondo Iannelli, una soluzione è quella proposta dalle farmacie che «hanno indicato la loro rete territoriale come idonea a veicolare la consegna dei referti».
Francesca Giani
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