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Politica e Sanità

13 Febbraio 2014

Celiaci in aumento, Bardella (Aic): farmacisti in prima linea per gestire malattia


All’indomani della diffusione dell’ultima relazione del ministero che segnala un aumento della celiachia tra gli italiani, Maria Teresa Bardella, consulente scientifico dell’Aic Lombardia, sottolinea l’importanza del ruolo del farmacista nell’opera di informazione e di gestione corretta di questa malattia.
«L’Aic (Associazione italiana celiachia) ha tenuto molti corsi di aggiornamento diretti ai farmacisti, che non hanno solo il compito di mettere a disposizione i prodotti alimentari adatti ai celiaci ma anche e soprattutto quello di indirizzare correttamente il cliente. A fronte della richiesta di prodotti senza glutine – spiega Bardella – il farmacista dovrebbe chiedere se il cliente ha già ricevuto una diagnosi di celiachia: se la risposta è affermativa può richiedere l’esenzione altrimenti è bene che si sottoponga ad approfondimenti diagnostici».
L’esperta spiega che oggi disponiamo di marker sierologici specifici, come gli anticorpi antitransglutaminasi e antiendomisio, ed è quindi molto più facile rispetto al passato, una volta avuto il sospetto clinico, accertarsi se il paziente è effettivamente celiaco.
Proprio l’aumento delle diagnosi, soprattutto tra la popolazione adulta o anziana, è una delle ragioni per cui si segnala un aumento dei celiaci in Italia che secondo i dati ufficiali del ministero della Salute erano 148.662 nel 2012, 12.862 in più rispetto all''anno precedente e in crescita continua dal 2005 a oggi, ma che secondo le stime sarebbero molti di più, circa 600mila.
Oltre al ridursi del fenomeno, tuttora rilevante, della sottodiagnosi, sembra anche che vi sia anche un aumento reale del numero di casi, dovuto probabilmente a un maggior consumo di glutine.
Nel ricordare che l’unica terapia per la celiachia è l’eliminazione del glutine dalla dieta, Bardella rileva una persistente disinformazione: «c’è ancora una grossa confusione tra intolleranze e allergie. Dobbiamo specificare che la celiachia è una malattia e come tale deve essere trattata; il primo atto è di tipo diagnostico e iniziare una dieta senza glutine senza avere una diagnosi corretta è sbagliato».

Renato Torlaschi

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