Politica e Sanità
17 Febbraio 2014«Giudichiamo positivamente il recepimento della direttiva Ue perché in questo modo il cittadino sarà maggiormente garantito nell''acquisto di farmaci online, potendo riconoscere quali sono i siti autorizzati ed evitando così i tanti siti illegali». Così il presidente di Federfarma Annarosa Racca commenta le novità contenute nel provvedimento approvato venerdì scorso, in via definitiva, dal Consiglio dei ministri, che recepisce la direttiva 2011/62/Ue sui medicinali a uso umano finalizzata a impedire l’ingresso di farmaci falsificati nella catena di distribuzione. Tra queste spicca la possibilità di vendere i farmaci da banco online dalle farmacie e parafarmacie autorizzate, tipo di vendita per il quale sarà necessario una sorta di “bollino di qualità” da parte del ministero della Salute. Ma le novità non finiscono qui, come sottolineato da un articolo degli esperti legali di Iusfarma.it nel quale si sottolinea come non si tratti di una «deregulation, ma di una nuova disciplina con l’indicazione di regole precise per i farmacisti e gli operatori del settore». Quattro i punti principali individuati dagli esperti:
- la vendita online sarà vietata per i medicinali con obbligo di prescrizione medica
- la vendita online sarà consentita soltanto da parte delle farmacie e dalle parafarmacie che sono abilitate alla vendita dell’automedicazione dietro apposita autorizzazione
- nella consegna del medicinale al domicilio del cliente dovranno in ogni caso essere rispettate le norme di buona distribuzione
- il sito web destinato alla vendita dei medicinali dovrà quantomeno contenere i riferimenti all’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione, un collegamento ipertestuale alle pagine web sul sito del ministero della Salute relative al commercio online dei medicinali e il “bollino di qualità”.
Per quel che riguarda le “incombenze” del ministero della Salute alla luce della nuova normativa gli esperti di Iusfarma sottolineano che il sito web ministeriale dovrà pubblicare «le informazioni sulla legislazione nazionale applicabile alla vendita on line di medicinali, ivi incluse le informazioni sulle possibili differenze tra la legislazione italiana e quella degli altri stati membri, che riguardano le condizioni di fornitura e di classificazione dei medicinali; le informazioni sulle finalità del logo comune; l’elenco delle farmacie e delle parafarmacie autorizzate alla vendita on line con l’indirizzo dei loro siti web (nei quali, per quanto detto sopra, dovrà essere riportato il collegamento ipertestuale con le pagine del sito ministeriale); le informazioni generali sui rischi connessi ai medicinali forniti illegalmente al pubblico mediante Internet».
Marco Malagutti
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