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Politica e Sanità

17 Febbraio 2014

Odcec Milano: concordati chiesti dopo anni da inizio crisi


Solo i concordati che possono portare a un risanamento dell''impresa andrebbero ammessi, mentre spesso vengono richiesti 3-4 anni dopo l''inizio della crisi. È questo un messaggio che Roberto Fontana, giudice fallimentare a Milano fino a tre mesi fa e ora pm a Piacenza, ha espresso, qualche giorni fa, su alcuni quotidiani economici ma il dato emerge anche da documenti disponibili sul sito dell’Ordine dei commercialisti di Milano nella home page della commissione Gestione crisi d''impresa e Procedure concorsuali. In particolare, all’interno delle slide alla base del convegno Odcec Milano “L''efficacia della legislazione sulla crisi d''impresa” dell’anno scorso, è riportata la riflessione avanzata da una ricerca dell’Osservatorio sulle crisi di impresa condotta da Paolo Bastia e Angelo Paletta, professori dell’università di Bologna, e pubblicata nel volume “Il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione” (Ipsoa, Maggio 2013): «Nei tre anni precedenti la presentazione del concordato, la situazione economica-finanziaria delle imprese che l’hanno richiesto era tale per cui su un campione di 865 in tutta Italia, l’87%, pari a 752 imprese, si trovavano in una situazione di alta probabilità di fallimento». Il documento riporta poi un’analisi effettuata dall’Università degli studi di Brescia su un campione dei concordati del 2012 presentati al tribunale, che ha verificato il trattamento dei creditori contenuto nelle proposte di concordato. Per quanto riguarda quelli privilegiati, il pagamento integrale è stato previsto nell’85% dei casi prima della riforma, mentre post riforma nel 68% e per i chirografari l’analisi crea diverse categorie: quelli con un riconoscimento dei debiti compreso tra lo 0 e il 10% sono il 28% pre riforma e il 34% post riforma; quelli tra il 10 e il 20%, pre riforma 38%, post riforma 23%; mentre quelli oltre il 20% pre riforma 45% e post riforma 43%. Un altro risultato significativo riguarda l’utilizzo del cosiddetto concordato con riserva (ricorsi ex art. 161 c. 6 L.F.): a fronte di 145 concordati in bianco presentati al Tribunale di Milano dall’11 settembre al 31 dicembre 2012 (il rilevamento è stato effettuato il 15 giugno), sono state depositate 74 proposte nei termini (pari al 51%): di queste, su 44 domande ammesse (30,34%), 7 sono state revocate e 37 sono andate avanti (25,51%) ma, a metà giugno, solamente 5 risultano omologate. Del totale iniziale, quelle non seguite dal deposito della proposta sono state 60 (41,37%) e di queste, 38 sono andate al fallimento, mentre 11 erano, al momento della rilevazione dei dati, ancora in fase di preconcordato.

Francesca Giani

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