Politica e Sanità
25 Febbraio 2014Dialogo a distanza tra Matteo Renzi ed Assobiomedica, l’Associazione dei produttori di dispositivi medici. In Senato il premier incaricato ha di fatto chiamato in causa i creditori del Servizio sanitario nazionale, dichiarando che il primo impegno del suo governo sarà lo sblocco dei crediti dei fornitori della Pubblica Amministrazione, anche attraverso un diverso uso della Cassa depositi e prestiti, ente dal quale transita il risparmio postale degli italiani. Forse non si attendeva tale apertura il presidente Assobiomedica Stefano Rimondi nell’augurarsi pochi giorni fa “una nuova importante tranche di pagamenti per saldare definitivamente il pregresso”. Ma oltre ai produttori di farmaci i principali destinatari delle parol di Renzi sono i suoi associati. I giorni d’attesa per i pagamenti (daily sales outstanding-Dso) sono scesi in un anno da una media nazionale di 276 a una di 211, ma si tratta di tempi comunque critici. A dicembre 2013 i crediti dei soci Assobiomedica ammontavano a 3,7 miliardi di euro di cui 1,5 distribuiti nel centro-Nord e 2,2 nelle regioni restanti, dal Lazio (506 milioni di scoperto, secondo dopo la Campania con 553 milioni) in giù. Solo tre aziende del Friuli e due lombarde rispettavano, “sforandoli” di poco, i tempi di 60 giorni per i pagamenti indicati dalle direttive dell’Unione Europea, mentre da aziende calabresi e molisane un fornitore attende in media quasi tre anni - cioè oltre 800 giorni - prima di vedersi onorare la prestazione. In termini di sforamento una regione come il Molise -con il 2,5% del debito aziendale complessivo - pesa sull''Italia cinque volte di più di quanto non pesi in termini di popolazione. Rimondi ha anche indicato una strada al nuovo governo: dopo anni di tagli lineari, investimenti su ricerca ed innovazione tecnologica in sanità porterebbero non solo nuovi posti di lavoro, «ma anche il riconoscimento da parte dei cittadini di aver puntato sulla qualità della loro vita, mettendo a disposizione strutture sanitarie all’avanguardia e centri di eccellenza sul territorio».
Mauro Miserendino
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