Politica e Sanità
04 Marzo 2014Continuano le interviste di Farmacista33 sulle attese suscitate dalla nuova fiera FarmacistaPiù, in programma a Roma il prossimo aprile. A darci la sua opinione di farmacista è oggi Dario Rimondi (foto), titolare di farmacia a Pordenone in Friuli Venezia Giulia.
Che cosa si aspetta per il futuro della farmacia?
Mi aspetto che il malato sia posto al centro dell'attenzione: da parte della industria con i farmaci innovativi, da parte dei medici con la ricetta elettronica, da parte dei farmacisti con la farmacia dei servizi e da parte dello stato con la diminuzione della burocrazia.
Quali argomenti vorrebbe vedere affrontati a FarmacistaPiù?
Prima di tutto vorrei che si approfondisse la questione della sostenibilità dell'istituto farmacia, laddove un terzo delle farmacie italiane è in sofferenza e il numero aumenta ogni giorno. Ad essere in crisi sono soprattutto le piccole farmacie rurali, la cui sussistenza però permette il mantenimento della pianta organica, che protegge il bacino di tutte le altre farmacie dislocate sul territorio. Una soluzione potrebbe sortire dalla nuova remunerazione a cui sta lavorando Federfarma, un aiuto alle piccole farmacie eviterebbe di creare farmacie di serie A e serie B. Un altro aiuto potrebbe venire dalla specializzazione nella galenica, a condizione che si riduca la burocrazia perché, costi a parte, se per aprire un laboratorio è necessario seguire la stessa prassi di un'industria è chiaro che il sistema rimane ingessato.
Cosa manca alla professione oggi?
Nella farmacia italiana ci sono due anime quella professionale e quella commerciale. Vorrei vedere privilegiata quella professionale. Bene quindi la farmacia dei servizi, male le farmacie supermarket che tolgono mercato alle altre farmacie e che preludono alla entrata di catene tipo Boots; male le farmacie che vendono via Internet, un mezzo per il momento poco sicuro; malissimo le farmacie che fanno da grossista per esportazione parallela, penalizzano tutto il mercato in quanto l'industria si difende razionando il farmaco. Ritengo auspicabile quindi una presa di coscienza di tutta la categoria nel senso che si senta più professionale e meno egoista. In questo sta facendo bene il nostro Ordine nel creare preparazione professionale sempre più specifica tramite convegni, Ecm, e anche fiere come FarmacistaPiù.
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