Politica e Sanità
05 Aprile 2014Il commercio online e la contraffazione sono le due facce della medaglia, da una parte un’opportunità da gestire con approccio imprenditoriale, dall’altra un fenomeno da conoscere e da combattere, oggi in modo più efficace grazie al recente recepimento della direttiva Ue 62/2011. Questi i temi emersi nel corso della sessione dedicata durante la manifestazione FarmacistaPiù. «Si tratta di una nuova frontiera che, nell’ambito delle regole che in Italia sono ora ben chiare, offre un’opportunità imprenditoriale» ha commentato Claudio Distefano presidente Fenagifar, associazione attenta alla rete sia come sistema di lavoro sia come Internet. «Ma è una scelta che va ben valutata, poiché non lo si può fare in modo approssimativo altrimenti si viene sommersi. Si entra in un mercato molto più competitivo del territorio dove ci si confronta con il proprio bacino di utenza e con la prossimità». A fronte di questo impegno, la vendita online di Otc potrebbe non rappresentare un business importante, come ha ricordato Stefano Brovelli, presidente di Assosalute: «Per avere successo bisognerà garantire la consegna immediata, la presenza di un farmacista che risponda in tempo reale alle domande dell’utente e la garanzia di un trasporto che segua le norme delle buone pratiche di distribuzione». A garantire sulla sicurezza e contestualmente a combattere il fenomeno dell’illegalità e della contraffazione, la normativa entrata in vigore lo scorso 22 marzo che recepisce le direttiva comunitaria in materia: «La norma ha integrato un protocollo siglato da Aifa, ministero della Salute e Nas siglato nel dicembre 2012» ha ricordato Cosimo Piccinno, capo dei Nas «ma c’è un crescente interesse delle organizzazioni criminali al fenomeno della contraffazione che genera un traffico di 50 miliardi di euro con investimenti che rendono con una proporzione 1:2.500. In Italia il fenomeno è molto contenuto e non supera lo 0,1% ma in Europa già sale al 7%. Ma il contrasto della vendita illegale online non è solo un problema della forze dell’ordine. Vanno informati i medici, va fatta informazione nelle scuole e una controinformazione per comunicare il rischio per la salute e non solo l’illegalità. I farmacisti e le stesse farmacie online dovranno farsi veicoli di un’informazione corretta per ridurre la domanda, che continua a esserci soprattutto per farmaci da prescrizione e quelli in cui l’anonimato dell’acquisto online è incentivante». Ma bisognerà attendere ancora per l’apertura delle farmacie online: «È atteso un logo costruito su base comunitaria che dovrà essere rilasciato entro l’estate dalla Commissione europea» ha spiegato Giuseppe Chinè capo dell''Ufficio legislativo del ministero della Salute «nel frattempo l’Italia si è allineata alla Ue con una particolare attenzione al paziente grazie a una normativa che non concede deroghe. Chi vende online deve essere un farmacista, deve comunicare qualsiasi modifica di titolarità, e deve rispettare le buone pratiche di trasporto previste per i grossisti».
Simona Zazzetta
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