Politica e Sanità
08 Aprile 2014L'imminente revisione dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria porta con sé anche quella del ticket. Lo anticipa il ministro della Salute Beatrice Lorenzin (foto) a una tavola rotonda agli Stati generali della Salute, a Roma. «Oggi c'è un 50% di esenti ticket, metà per malattia e metà per reddito; stiamo rifacendo i conti su un progetto di revisione dei ticket per riequilibrarli all'interno delle fasce sociali e dei carichi familiari». Lorenzin chiede che dagli Stati generali uscisse una nuova programmazione stato-regioni e una revisione della sanità digitale capace di incrociare i dati di piano esiti, Fse: «Dati incrociabili ci potranno dare quantità e qualità delle prestazioni; l'unico modo per sconfiggere la mala gestione è l'accesso ai dati, ogni ritardo nel dare dati nel 2014 non è casuale ma doloso». Lorenzin non torna invece su una cifra sibillina data durante il discorso quando ha parlato di un Fondo sanitario nazionale "da 110 miliardi", due-tre in meno del Fondo concordato dalle regioni per il 2014. Ha arrotondato o tagliato? Stefano Caldoro governatore della regione Campania mette le mani avanti: «Sento dire di una possibile riduzione del Fondo ma un conto è parlare di razionalizzazioni organizzative e riforme condivise tra regioni, un conto è tagliare ancora in regioni come la Campania che sono passate da un disavanzo di 800 milioni a un pareggio di bilancio, questo è il secondo anno, utilizzando sempre meno gli aumenti Irpef e nel contempo scendendo da 438 a 168 giorni di rtardo nei pagamenti delle Asl ai fornitori». Per Caldoro però c'è poco da "grattare" ancora, la Campania è "troppo giovane" e riceve meno dai trasferimenti del Fondo sanitario rispetto ad altre regioni, «e ciò ha contribuito a creare un sotto finanziamento complessivo che oggi tocca il 15% della dotazione del Fondo a noi attribuita, mentre ci sono fasce di popolazione che vivono in media un anno in meno delle stesse fasce di altre regioni». Emilia Grazia De Biasi presidente Commissione sanità senato ricorda come il rapporto Ocse giudichi insostenibile la spesa sanitaria tendenziale italiana del 5,25% del Pil, e ricorda: «Un ulteriore taglio ai Lea non è compatibile con il Ssn universalistico esistente ma dirige il paese verso un sistema assicurativo».
Mauro Miserenzino
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