Politica e Sanità
11 Aprile 2014Una delle strade da cui potrebbe arrivare un contributo per risollevarsi dalla crisi occupazionale è quella di ampliare i posti e i settori in cui il farmacista viene impiegato, realizzando in toto il principio che laddove si maneggi il farmaco è necessaria la presenza di questa professione e guardando anche alle strutture sanitarie private. È questo l’invito partito dal Fiafant, che siamo andati a sentire per un parere su FarmaLavoro, la piattaforma di orientamento e sostegno all’occupazione dei laureati in farmacia e Ctf, presentata dalla Fofi a FarmacistaPiù. «Il bisogno del farmacista c’è ovunque si maneggi il farmaco, anche grazie al contributo che potrebbe dare in termini di appropriatezza, di compliance e di risparmio» spiega Anna Attolico, presidente Fiafant, «ma al momento ci sono aree in cui questo principio non è realizzato pienamente. E credo che proprio questa strada possa rappresentare una delle risposte per risollevarsi n pochino dalla crisi occupazionale: allargare i posti e i settori in cui i farmacisti sono impiegati. Questa è una via che già la Fofi aveva tracciato rimarcando per esempio il ruolo della figura del farmacista di reparto. E credo che di spazi ce ne siano: basti pensare a tutte le strutture sanitarie e territoriali private: sono pochissime quelle che prevedono al loro interno il farmacista, mentre spesso il medicinale viene gestito da infermieri o direttori sanitari». In attesa di avviare la riflessione anche su questo nodo, un buon passo avanti è rappresentato da FarmaLavoro: «Siamo certamente soddisfatti per il progetto, che rappresenta un punto di arrivo ma anche un punto di partenza e credo che sia corretto che la gestione sia della Fofi. Siamo in un momento di stasi, con il blocco delle assunzioni nella Pa, la crisi di farmacie e industria, ma rimane la speranza legata al maxi concorso che dovrebbe portare all’apertura di nuove sedi: in questo caso la piattaforma avrà ancor più ragione d’essere, nella previsione di un aumento di richieste di lavoro e magari anche di stabilizzazione». Speranze anche nella farmacia dei servizi, «che possa dare un nuovo impulso all’economia delle farmacie, che stanno perdendo fatturato, ma anche portare la necessità di nuovo personale, perché i servizi si fanno con le persone».
Francesca Giani
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