Politica e Sanità
23 Aprile 2014Situazione del concorso straordinario ancora rallentata, dopo la Puglia qualche segnale dalla Sicilia e dal Lazio, ma il rischio maggiore è rappresentato dal possibile calo di fatturato che in media, potrebbe scendere del 12,8%, stando ai dati di spesa dei primi 9 mesi del 2013. È questo il quadro che emerge dall'analisi dei dati raccolti e aggiornati da Domenico di Tolla, delegato Fofi per la Puglia e curatore di un'indagine nazionale sull'avanzamento dei lavori, che spiega: «Per quanto si sperava in un'accelerata sull'onda della Puglia, probabilmente sta prevalendo la cautela nelle commissioni, per cui per ora solo la Sicilia dà segnali, non ufficiali, di avanzamento dei lavori della commissione valutatrice, che hanno raggiunto il 50-60% del completamento e il Lazio ha portato a termine le valutazioni ma non ha ancora pubblicato». Tuttavia, secondo Di Tolla, «la situazione richiede un'analisi approfondita delle criticità, come il quorum, che minano la sostenibilità delle farmacie e rischiano di far calare il fatturato, in media, del 12,8%». Stando ai dati, oltre al fatto che «nessuna regione raggiungerà il quorum dei 3.300, su base dati Istat 2012, l'Italia sarà spaccata a metà». E chiarisce: «In almeno 10 regioni sarà decisamente sotto i 3.300 abitanti, in alcune si potrà parlare quasi di farmacie rurali. Un dato da confrontare anche con un tasso di natività che, per quanto non alto (media nazionale 9, ndr), si registrerà più elevato a Nord, per esempio in Trentino Alto Adige con 10,2 e in Lombardia con 9,4 rispetto al Sud». Ogni regione va poi analizzata nello specifico: «Per esempio, in Umbria dove il quorum futuro sarà vicino ai 3.300, il calo del fatturato, considerata la spesa farmaceutica gennaio-settembre 2013 spalmata sulle farmacie, attuali e future, si attesterebbe all'11%. Ma spostandoci in Trentino Alto Adige, dove le sedi quasi raddoppieranno, il calo dovrebbe essere attorno al 35%. Di fatto, almeno per ciò che riguarda il fatturato legato al Ssn, le nuove sedi dovranno essere assorbite perché per il Patto di stabilità la spesa territoriale deve restare ferma». A farne le spese soprattutto il Sud, «dove l'incidenza del Ssn sul fatturato è in media del 70-75%. Si potrà recuperare fatturato dal comparto commerciale, ma ciò dipende dal reddito pro capite che misura la capacità contributiva del cittadino, che varia già tra zone urbane e non. Ma, mentre sarà più facile recuperare in Lombardia dove il reddito medio è di 14 mila euro, più difficile lo sarà in Calabria dove il reddito è di circa 7mila euro, anche se nelle due regioni è stimata la stessa incidenza di perdita di fatturato, attorno al 11%».
Simona Zazzetta
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